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Frattini: nuovi aiuti agli italiani in Istria (Il Piccolo 13 gen)

dall’inviato MATTEO UNTERWEGER

POLA «Si tratta di un problema che va affrontato e risolto. Lo faremo in due modi: stimolando nuovi finanziamenti da parte della Regione Friuli Venezia Giulia e intervenendo direttamente a giugno in occasione dell’assestamento di bilancio». Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha rassicurato in questo modo la comunità italiana durante l’incontro che ha chiuso la sua visita ufficiale in Croazia.

I tagli previsti da Roma sono stati figli della situazione economica particolarmente critica che ha coinvolto tutti «i Paesi industrializzati», ha aggiunto Frattini. Il rappresentante della Farnesina ha poi proseguito: «Vi siete difesi con risorse non adeguate. Date più di quanto ricevete: noi, come governo, non dimentichiamo l’impegno nei vostri confronti. Questo potrà concretarsi anche attraverso contributi a progetti finalizzati, come potrebbero essere quelli riguardanti l’università».

Nuovi e ulteriori vantaggi potranno arrivare per gli italiani che vivono in Croazia anche al termine del «vertice bilaterale intergovernativo che si terrà a Roma fra i due Paesi a maggio. Il memorandum firmato oggi (ieri, ndr), ha infatti permesso di avere un quadro completo delle problematiche e di gettare le basi per affrontare una profonda discussione sulla minoranza italiana. Parleremo dei suoi diritti, dei temi che interessano chi è qui in Croazia, dell’applicazione del bilinguismo in tutti i settori, compreso quello della giustizia, ma anche degli esuli, della restituzione dei beni abbandonati», ha confermato il ministro degli Esteri. «Le minoranze sono delle risorse per un Paese e il futuro ingresso della Croazia nell’Unione europea sarà un’opportunità anche per voi – ha continuato – i vantaggi, infatti, deriveranno in maniera diretta dall’applicazione del trattato di Lisbona, in cui è contenuto un principio chiave, quello dell’autonomia e della tutela delle etnie linguistiche presenti nei vari Paesi».

Il pensiero di Frattini è andato avanti nella maniera più naturale, giungendo pure all’ovvio collegamento all’argomento riconciliazione fra Italia, Slovenia e Croazia: «Confido nella conclusione dell’iter per l’ingresso croato nell’Ue alla fine di quest’anno, in modo che l’adesione effettiva possa avvenire entro il 2010. L’Italia sarà al fianco del governo croato, cui spetterà il compito di proseguire lungo la strada delle riforme. Il veto sloveno? Non potremo sostituirci alle parti, ma tenteremo di mostrare loro che si può dialogare. L’Unione europea avrà la possibilità di ricoprire il ruolo di facilitatore in questo senso». Risolta la questione e maturato l’ingresso nell’Europa comune, si potrà pensare poi davvero alla costituzione dell’Euroregione adriatica, «composta da Friuli Venezia Giulia, Veneto, Carinzia, Slovenia e Croazia. Sarà un polo d’attrazione sul piano di trasporti, infrastrutture ed energia. Un ponte verso il Nord-Est europeo. Il governo italiano darà applicazione alla legge che prevede il riconoscimento di queste realtà». Un progetto molto caro anche al presidente della Regione Istria, Ivan Nino Iakovcic, che ha rilanciato inoltre l’idea della costruzione di una «casa dell’amicizia italo-croata proprio a Pola, ricordando il passato ma guardando al futuro».

Frattini ha affrontato anche altri temi, a partire da quello del riconoscimento della cittadinanza italiana, «per ottenere la quale ora il processo è stato snellito» e delle violenze del passato per le quali non esistono «vittime di serie A e B. Fascismo e comunismo, lo ribadisco, sono stati mali assoluti della storia. Proprio come le Foibe e il dramma dell’esodo».

Dal canto suo, il presidente dell’assemblea dell’Unione italiana e deputato al Sabor di Zagabria, Furio Radin, ha sottolineato come «oggi si accetti la storia in ognuna delle sue parti. I nostri rapporti con i tre Paesi, Italia, Slovenia e Croazia sono cresciuti fino a diventare un autentico modello per le altre comunità minoritarie nell’ex Jugoslavia. Grazie al Friuli-Venezia Giulia, al presidente della Regione Renzo Tondo e all’onorevole Isidoro Gottardo, abbiamo ottenuto dei finanziamenti anche in un clima di austerità dei bilanci. La nostra libertà d’azione, insomma, – ha continuato Radin – è stata costruita grazie anche agli aiuti delle madrepatria. Proprio per questo motivo, ci hanno colpito le riduzioni di fondi stabilite dallo Stato italiano: la visita del ministro quindi ci rincuora».

La presenza e le parole di Frattini hanno permesso un sospiro di sollievo anche a Maurizio Tremul, presidente della giunta esecutiva dell’Unione italiana: «Era proprio quello di cui avevamo bisogno – ha dichiarato al termine dell’incontro – alla luce delle difficoltà finanziarie attuali. Ci ha confortato non solo l’impegno a recuperare le risorse tagliate, ma soprattutto la sottolineatura morale di quanto la comunità italiana sia importante per l’Italia stessa. Siamo grati a Frattini, la sua visita ci sprona a fare ancora di più in futuro».

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