Francobollo Fiume: la cronaca della presentazione

“Abbiamo passato una quaresima”, ma “è grazie al rinvio se se ne è parlato di più. Non c'erano errori, quindi è stato un motivo atipico, puramente politico, un fatto unico, emblematico. Alla Croazia è stato fatto un regalo per problemi elettorali suoi; speriamo che ci sia una ricaduta sugli aspetti rimasti aperti”. Il “già italiana” non si riferisce solo ai vent'anni del Novecento, “ma alla tradizione di secoli”. Sono alcuni dei concetti ribaditi dal sindaco dell'Associazione libero comune di Fiume in esilio, Guido Brazzoduro. Li ha espressi oggi pomeriggio al Circolo della stampa di Milano, dove è stato presentato il francobollo per Fiume, in libera vendita dalla mattinata.

Al sindaco è seguito l'assessore alla cultura dello stesso sodalizio, Fulvio Mohoratz. “Il 30 ottobre ero a Milano, ma il rinvio non mi è dispiaciuto; grazie a coloro che hanno impedito quell'uscita, c'è stata maggiore attenzione”. Peccato, però, per la data, dal significato simbolico: il 30 ottobre 1918 il Consiglio nazionale italiano, costituitosi il giorno precedente, aveva approvato un proclama rimasto storico. Fulvio Mohoratz ha rivelato anche qualche dettaglio sul soggetto: inizialmente si era pensato ad un altro, la torre Civica cittadina, tuttavia era già stato impiegato recentemente per una carta valore della Croazia. Da qui la preferenza al Liceo italiano, “ma ci venne bocciato perché poco rappresentativo”. Infine, la scelta del palazzo del Governatore o del Governo.

Più politico l'intervento del vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato. L'amministratore era già atteso per la precedente presentazione, poi rinviata. “La discussione di bloccarlo ci ha colto tutti di sorpresa. Un grave episodio…”. Forse il vero motivo era evitare la data del 30 ottobre. “È importante commemorare la nostra storia, anche attraverso questo francobollo”.

Il presidente dell'Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Lucio Toth, ha illustrato quella striscia costiera, “specie di Cile adriatico”, che custodisce l'identità territoriale italiana, da Zara alle bocche di Cattaro, e poi Fiume punto di incontro tra Istria e Dalmazia. Plauso per la dizione presente nella vignetta: “Terra orientale già italiana” -ha detto- ricorda denominazioni antiche, che impiegano lo stesso concetto di terra, non quello di città.

In rappresentanza della Consulta per l'emissione di carte valori postali e la filatelia c'era Bruno Crevato-Selvaggi. Oltre a spiegare chi e come sceglie i francobolli, ha illustrato gli esemplari del passato che richiamano la comunità italiana e, in particolare, la sequenza emessa dal 2003. Che potrebbe proseguire. Bruno Crevato-Selvaggi ha infatti anticipato la proposta che sottoporrà il 17 dicembre allo stesso organismo: salutare nel 2009 i seicento anni della dedizione di Zara a Venezia, magari come emissione congiunta, proprio con la Croazia.

“Immaginatevi -ha ricordato il presidente del Gruppo amici della filatelia della Camera dei deputati, Carlo Giovanardi- quando si è saputo che non sarebbe stato emesso”. Un francobollo da incenerire o modificare, e poi tutta la speculazione… “Sicuramente chi l'ha comprato a 300 euro non lo dimenticherà facilmente. Bisognava fissare subito una data, onde evitare che le cose degenerassero. Dal punto di vista filatelico le cose sono andate quindi bene”. Non dal punto di vista politico, perché “camminare in questo ambiente è come camminare sulle uova, e non c'è da nessuna parte revanscismo”.

Dalla Camera al Senato, con Giorgio Benvenuto, che rappresenta i parlamentari di palazzo Madama interessati alla filatelia. Giorgio Benvenuto, una giovinezza trascorsa a Pola e non dimenticata, ha giudicato “un atto di profonda scortesia” annullare all'ultimo momento la precedente cerimonia. Due gli aspetti che ha voluto sottolineare: “l'Italia non deve chiedere a nessuno il permesso di fare francobolli” e l'intenzione di avviare altre iniziative del genere. Uno dei valori del francobollo è “dire qual è stata la storia”.

 

fonte Vaccari news