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Foibe: pregare per tutti (Il Piccolo 12 mar)

LETTERE 

Un peso sul cuore. Un dolore nell’anima. La lettera su Il Piccolo del triste incidente a Corgnale/Lokev sito di una delle foibe cimitero e memoria di tanti uccisi a fine della II Guerra Mondiale a pochi chilometri dal confine abolito verso l’interno della Slovenia ispira solidarietà. Solidarietà per quella cinquantina di persone in pellegrinaggio con l’Unione degli Istriani di Trieste per deporre un fiore e recitare una preghiera per l’anima di quanti furono precipitati nella caverna verticale della foiba a fine vita.

Non contro i cittadini della Slovenia. Piuttosto condivisione della costernazione di quelle persone già provate dalla perdita di cari, dalla cacciata in esilio ad essere bloccati dai simboli e le bandiere, stelle rosse e falce e martello, propri dei persecutori di 60 anni fa. Uniformi e stemmi delle truppe comuniste di Josip Broz Tito a sbarrare la strada dell’Europa della libera circolazione. A gettare aceto sulle ferite di chi cerca di farle rimarginare per volgere lo sguardo al futuro.

Neppure l’affermazione che nella foiba della Golobivnica non fossero stati gettati italiani vale a giustificare l’impedimento a pregarvi. È giusto pregare anche per le anime degli sloveni, austriaci, croati, tedeschi e quanti altri abbiano trovato sul fondo della foiba Golobivnica l’ultimo riposo del corpo privato della vita per l’odio dei comunisti avviati alla presa del potere. Gli italiani e sloveni del gruppo che ha impedito la libera circolazione e la preghiera non rappresentano la Slovenia o l’Italia ma solo la partigianeria dei simboli politici di cui si sono adornati.

Clayton J. Hubbard

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