17.07.2026 – La memoria storica continua a parlare alle nuove generazioni e a raggiungere un pubblico sempre più ampio. Lo dimostrano i numeri registrati dal post pubblicato dall’Associazione Giuliani nel Mondo in occasione dell’inaugurazione del nuovo monumento dedicato alle vittime delle Foibe e dell’Esodo giuliano-dalmata, realizzato in Largo Panfili a Trieste su iniziativa del Ministero dell’Università e della Ricerca.
La pubblicazione ha infatti ottenuto risultati eccezionali, superando le 68.600 visualizzazioni, raggiungendo oltre 44.000 persone uniche e generando quasi 8.000 interazioni tra reazioni, commenti e condivisioni. Un risultato particolarmente significativo per una pagina associativa che si occupa delle comunità giuliane, fiumane e dalmate nel mondo.
L’inaugurazione del monumento ha rappresentato un momento di profonda partecipazione civile e istituzionale. L’opera, realizzata dall’artista Jasmine Iannì, è stata concepita per offrire alla città un luogo permanente di memoria e riflessione dedicato alle vittime delle Foibe e all’Esodo che, nel secondo dopoguerra, costrinse centinaia di migliaia di italiani ad abbandonare le proprie terre d’origine nell’Adriatico orientale.
Particolarmente significativo è il fatto che circa il 98% delle persone raggiunte non fosse già tra i follower della pagina. Un dato che dimostra come il messaggio sia riuscito a superare la cerchia abituale degli esuli, dei loro discendenti e degli studiosi della materia, raggiungendo un pubblico molto più vasto e trasversale.

«Questi numeri confermano che il tema delle Foibe e dell’Esodo continua a suscitare interesse e attenzione ben oltre gli ambienti associativi», osserva Giorgio Perini, presidente AGM di Trieste, presente all’inaugurazione assieme alla vicepresidente dell’Associazione Giuliani nel Mondo, Pamela Rabaccio. «La memoria ha bisogno di essere raccontata con linguaggi moderni e strumenti capaci di raggiungere un pubblico più vasto. I social network, se utilizzati con serietà e contenuti di qualità, possono diventare un importante veicolo di conoscenza e consapevolezza».
Proprio il coinvolgimento dei più giovani rappresenta una delle priorità dell’attività portata avanti da Pamela Rabaccio all’interno dell’Associazione: «Da anni lavoriamo per avvicinare le nuove generazioni alla storia dell’Esodo e delle Foibe, affinché non sia percepita come una vicenda lontana nel tempo ma come parte della nostra identità collettiva», sottolinea Rabaccio.
Un impegno che trova concreta espressione anche attraverso i Viaggi organizzati da AGM con il contributo della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia per i discendenti dei corregionali all’estero, iniziative che consentono ai giovani di visitare i luoghi simbolo dell’Esodo e della presenza italiana sulla sponda orientale dell’Adriatico.
«Chi partecipa a questi Viaggi torna sempre con una consapevolezza diversa – prosegue Rabaccio – Vedere quei luoghi, ascoltare le testimonianze e comprendere direttamente il contesto storico permette ai ragazzi di instaurare un legame autentico con questa memoria. I numeri registrati dal nostro post dimostrano che esiste interesse in tutte le fasce d’età e che dobbiamo continuare a investire su strumenti e progetti capaci di coinvolgere le nuove generazioni».

Le oltre 3.000 reazioni, i 481 commenti e le 277 condivisioni confermano come il nuovo monumento abbia saputo trasformarsi non soltanto in un luogo fisico della memoria cittadina, ma anche in un potente strumento di sensibilizzazione e divulgazione.
Per l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e l’Associazione Giuliani nel Mondo si tratta di un segnale incoraggiante: «La memoria delle Foibe e dell’Esodo continua a parlare alle persone, a generare riflessione e a costruire ponti tra generazioni diverse – osserva Renzo Codarin, Presidente nazionale dell’ANVGD – Un risultato che dimostra come tradizione e innovazione possano procedere insieme, mantenendo vivo il ricordo di una delle pagine più significative della storia del Confine Orientale. È stato quindi molto importante il concorso bandito dal MUR , che nella sua prima edizione è stato vinto dal progetto di installazione presentato dall’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria e realizzato appunto a Trieste, con l’appassionato sostegno peraltro del compianto Assessore comunale alla Cultura Giorgio Rossi».
