Fiume globalizzata nella pubblicità dall’Ottocento (Voce del Popolo 11 set)

FIUME – Si apre questa sera al Museo Civico (ore 20) la mostra "La pubblicità a Fiume 1890 – 1940" con la quale s'intende raccontare il fenomeno della reclame nel capoluogo quarnerino dai suoi inizi – che coincidono con l'apertura del Teatro Comunale e dei suoi superbi manifesti dell'"Aida" e de "La Gioconda“ – fino all'inizio della Seconda guerra mondiale.

"Il progetto si inserisce e prosegue un indirizzo programmatico del Museo Civico volto alla riscoperta e alla valorizzazione del mezzo pubblicitario a Fiume, che si è concretato con la mostra dei manifesti teatrali (1996) e con l'esposizione di cartelloni cinematografici di Willy Stipanov. Sia il fumetto sia la caricatura ed il manifesto si sono ormai ritagliati un loro spazio nei musei del mondo, per cui si è pensato di approfondire questo discorso nella nostra realtà locale; discorso che peraltro può interessare anche un pubblico più vasto" ha fatto notare, in sede di conferenza stampa, il direttore del Museo Civico Ervin Dubrović, aggiungendo che "l'anno 1890 ha un suo significato particolare in quanto Fiume ospitò Julius Bohm, sovrintendente del Museo del Commercio di Vienna il quale, su invito dei commercianti fiumani tenne relazione sull'importanza del mezzo pubblicirario come mezzo di stimolo per il possibile acquirente".

Autrici della mostra sono Nada Sabljić, che ha indagato sulla realtà pubblicitaria a Fiume a cavallo tra Ottocento e Novecento, e Milica Trkulja, il cui oggetto di minuzioso studio è stato il laboratorio farmaceutico "Alga" con sede a Sussak.

Come rilevato da Nada Sabljić "nell'ultimo decennio dell'Ottocento il quotidiano 'La Bilancia' è zeppo di annunci pubblicitari che reclamizzano questo o quell'altro negozio di lusso, caffè, pasticcerie, ristoranti, alberghi, attirando i compratori con testi ed immagini attraenti, con saldi e sconti speciali, in modo particolare in occasione del Natale o dell'inizio dell'anno scolastico. Ne viene fuori l'immagine di una Fiume cosmopolita e 'globalizzata' che offre prodotti di altissima qualità provenienti spesso non solo da Vienna, Budapest e Trieste, ma pure da tanti altri paesi europei".

Come ha anticipato Dubrović, i manifesti d'autore sono molto scarsi e tra i pochi illustratori fiumani spiccano i nomi dell'architetto Bruno Angheben – che realizzerà i manifesti per la Fiera di Fiume del 1928 e 1929 – e del pittore accademico Ladislao de Gauss. Tra i manifesti più attraenti si annoverano quelli della Fabbrica di Cioccolato, della Pilatura di Riso, della Cartiera, realizzati comunque da ditte specializzate estere.

Grande spazio dedicato ad «Alga»

Buona parte della mostra e del catalogo sono dedicate al laboratorio farmaceutico "Alga" fondato nel 1926 a Sussak dai farmacisti Vlado Kezele e Dinko Budak, che da piccola "impresa" – per largo merito di una politica pubblicitaria e di comunicazione intelligente realizzata su vasta scala – si trasformerà in una delle case farmaceutiche e di cosmesi di maggior successo in tutta la vecchia Jugoslavia ed anche oltre. Sono innumerevoli e facilmente reperibili ancora oggi i foglietti pubblicitari dei diversi prodotti, gli annunci sui vari quotidiani, calendari, prospetti ed altro, sempre connessi all'"Alga".

"Questo mio studio è dedicato all’ottantesimo anniversario della riunione degli specialisti pubblicitari che si tenne a Sussak nel settembre del 1928 su iniziativa dell''Union Continentale de la Publicité' di Parigi che diede inizio e impulso a una nuova coscienza di agire nel campo della pubblicità a livello jugoslavo", ha sottolineato Milica Trkulja.

La mostra metterà in visione pure reperti d'epoca. Il catalogo porta le firme di Ervin Dubrović e delle due autrici. L’aspetto grafico del progetto è stato curato da Klaudio Cetina. Al progetto – realizzato con i contributi della municipalità di Fiume e della contea litoraneo montana – hanno collaborato il Museo di Storia e della Marineria del litorale, la Biblioteca Scientifica di Fiume, il Museo dell'Arte e dell'Artigianato di Zagabria e la Biblioteca Nazionale di Budapest. L'esposizione rimarrà in allestimento fino al 25 ottobre prossimo.

Patrizia Venucci Merdžo