Fertilia 90: un ponte di storie, cultura e identità tra la Sardegna e l’Adriatico

19.07.2026 – A novant’anni dalla posa della prima pietra di questa storica città di fondazione, nata l’8 marzo 1936, il borgo si riscopre al centro di un fitto mosaico di iniziative culturali, storiche e istituzionali che ne celebrano l’identità unica, legata a doppio filo alla grande storia del confine orientale italiano e all’esodo istriano-fiumano-dalmata.

Le celebrazioni del Novantesimo di Fertilia, promosse con la qualifica di Anniversario di Interesse Nazionale grazie al forte sostegno del Ministero per lo Sport e i Giovani, stanno offrendo un palcoscenico straordinario per rileggere il passato e tracciare le rotte del futuro. Un racconto corale che ha trovato una prestigiosa cassa di risonanza anche sui canali di servizio pubblico, come testimoniato dall’ampio speciale radiofonico andato in onda nella puntata di Sconfinamenti su RaiPlay Sound.

A questo proposito, le parole del conduttore di Sconfinamenti, Francesco Zardini, in apertura di trasmissione sintetizzano perfettamente lo spirito del borgo:

«Un contenitore di storia, di cultura, di attualità, dove le tante tessere fatte di parole formano un grande e variegato mosaico di queste terre.»

Dalle bonifiche ferraresi alla seconda rinascita con gli esuli

La storia del nostro territorio è stratificata e ricca di incontri. Come giustamente ricordato nel corso delle celebrazioni, la genesi agraria della Nurra algherese affonda le proprie radici nello straordinario e pionieristico lavoro della comunità ferrarese, che per prima giunse in Sardegna per dare inizio alle titaniche opere di bonifica del territorio. Un legame profondo, quello con la terra estense, che si incrociò successivamente con le drammatiche vicende del secondo dopoguerra.

Se la città nacque negli anni Trenta per esigenze anche strategiche e militari — legata intrinsecamente alla nascita del vicino aeroporto —, furono gli esuli giuliano-dalmati a prenderne in mano le redini nel dopoguerra. Trovando un borgo in gran parte incompiuto, ridotto a poco più che fondamenta e muri perimetrali, gli istriani, i fiumani e i dalmati si rimboccarono le maniche completando materialmente le case e l’assetto urbano, trasformando la povertà e le ceneri di un Novecento drammatico in un esempio straordinario di rinascita, operosità e integrazione.

La mostra fotografica open-air

Proprio per celebrare questa epopea, è stata allestita una suggestiva mostra fotografica open-air lungo i colonnati storici di via Pola, arricchita da un’anticipazione internazionale nella hall dell’aeroporto di Alghero (visitabile fino al 30 settembre). Le immagini esposte sono frammenti di vita intimi, tessere di un mosaico umano in cui donne e uomini di origini diverse (istriane, algheresi, ferraresi, toscane) hanno saputo edificare una convivenza esemplare. Per tutti i dettagli sull’esposizione e sui pannelli allestiti, vi invitiamo a consultare la pagina ufficiale della Mostra Fotografica per i 90 anni di Fertilia su Fertilia.org.

Durante la trasmissione, il direttore dell’Ecomuseo EgeaMauro Manca, si è soffermato sul valore profondamente simbolico di uno scatto in particolare, lo stesso riportato nei pannelli espositivi, che ritrae due bambine in una via Pola ancora agli albori:

«Ci sono immagini che apparentemente sono immagini familiari, che ritraggono volti di parenti di chi ce le ha date, ma che in realtà raccontano una storia ben più importante. Io cito su tutte un’immagine che a me è rimasta fortissima: un’immagine di due bambine piccole che sono in via Pola, ma laddove la via Pola non c’era ancora. Ciottolato, sterrato, porticati appena abbozzati, sullo sfondo la chiesa di San Marco. Questa foto testimonia ciò che hanno trovato gli esuli. Quando qualcuno, con un po’ di superficialità storica, dice che agli esuli sono state date le case come sono arrivati, ebbene, queste foto parlano da sole, perché quello che hanno trovato era poco più che fondamenta e qualche muro portante. Fertilia è rinata grazie all’instancabile lavoro degli esuli…»

In questo percorso di recupero della memoria, un ruolo assolutamente centrale e insostituibile va riconosciuto all’indimenticato e appassionato architetto Michele Rosa, prematuramente scomparso. Michele ha dedicato la sua vita a una monumentale e instancabile ricerca storica, raccogliendo e salvando dall’oblio un’immensa collezione di preziosi documenti e fotografie d’epoca. È grazie alla sua straordinaria eredità documentale se oggi la comunità possiede le coordinate precise per conoscere il proprio passato: dalle immagini di via Pola ancora sterrata alle testimonianze della pista aeroportuale originaria del 1936. A lui e alla sua opera sarà dedicato un importante omaggio editoriale nel mese di settembre.

Nuove rotte e ponti istituzionali

Le celebrazioni non guardano solo al passato. Il legame storico e morale tra l’Istria, Trieste e la Sardegna si è fatto quest’anno ancora più concreto grazie ad un’importante novità nei trasporti: l’attivazione del volo diretto sperimentale tra Trieste (Ronchi dei Legionari) e Alghero-Fertilia, operativo per tutta l’estate fino al 15 settembre. Una rotta identitaria che abbatte l’isolamento geografico e unisce i territori dell’esodo in un abbraccio ideale.

Il culmine istituzionale dell’anniversario si terrà l’11 settembre 2026 proprio a Fertilia, dove i rappresentanti di dieci storiche città di fondazione italiane (tra cui Latina, Pontinia, Pomezia, Tresigallo e Torviscosa) si riuniranno per sottoscrivere l’atto di nascita della Rete Nazionale delle Città di Fondazione. Un traguardo storico volto a riscattare e valorizzare un patrimonio urbanistico e culturale immenso. La giornata si concluderà con la proiezione di un documentario inedito su Fertilia, la presentazione del libro fotografico attinto dalle collezioni di Michele Rosa e una serata di canti e musiche identitarie con la partecipazione di cori giunti direttamente dall’Istria.

Il presidente di FederEsuli, Renzo Codarin, intervenuto in studio, ha voluto esprimere un pensiero affettuoso sulla rinascita culturale in atto e sull’importanza di fare rete:

«In Fertilia, l’8 marzo sta rinascendo […] la città di Alghero ha capito l’importanza di avere questo riferimento internazionale. […] E io credo che anche l’esperienza di Fertilia dei novant’anni, fatto l’8 marzo, ha fatto sì che il Ministero, che lo Stato italiano, si dia da fare per far sì che tutte le città di fondazione abbiano una rilevanza nel… nel ricordo della loro costituzione. […] Fertilia è un posto che io quando ci vado mi sento veramente bene.»

Oggi, a novant’anni da quel primo mattone, Fertilia continua fiera a raccontare questa favola reale.

Fonte: Fertilia.org

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