TRIESTE\ aise\ – "Sorprende nuovamente la dichiarazione del ministro degli Esteri di Slovenia Rupel secondo il quale le opere d’arte istriane, già conservate in chiese e musei di un territorio allora italiano per diritto internazionale, vennero "trafugate" e dovrebbero pertanto venire restituite alla Repubblica slovena". È quanto afferma il presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani Fiumani e Dalmati, Renzo Codarin, in merito alle dichiarazioni rilasciate ieri, 8 settembre, dal ministro degli Esteri sloveno Rupel, per il quale le opere d’arte istriane che nel 1941 furono portate in salvo da chiese e palazzi di Capodistria e Pirano, al fine di salvaguardarli dai pericoli della guerra, sono state "trafugate" dall’Istria e portate in Italia, prima a Villa Manin di Passariano e poi a Venezia e Roma, di cui Lubiana chiede da anni la restituzione. (vedi AISE dell'8 settembre h. 16.42)
Dopo la risposta del presidente dell’Unione degli Istriani, Massimo Lacota, in disaccordo con le dichiarazioni del ministro sloveno, adesso interviene anche la Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani Fiumani e Dalmati.
"Si protrae un equivoco storico e morale, che vorrebbe l’Italia illegittima proprietaria e la Slovenia defraudata, – evidenzia Codarin – quando, come ripetutamente ricordato da questa Federazione e dagli organi di informazione, le opere in oggetto vennero poste in salvo nel 1940 dalle autorità italiane competenti al fine di preservarle dagli eventi bellici, e trasferite a Roma in locali protetti di Palazzo Venezia in un contesto di piena legittimità operativa. Nel 2002 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali volle restituire al pubblico, dopo accurati restauri, i quadri e i manufatti, che vennero esposti a Roma in una grande mostra nella sede del Museo di Palazzo Venezia, curata dallo stesso Ministero, e successivamente, nel 2005, a Trieste nel Museo Revoltella, sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Artistici del Friuli Venezia Giulia, il Comune di Trieste e l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia".
"Attualmente, le opere sono esposte al Civico Museo Sartorio di Trieste. – spiega il presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani Fiumani e Dalmati – Dunque, sono offerte alla libera fruizione dei visitatori. La produzione artistica del Tre, Quattro e Cinquecento in Istria è frutto e testimonia il plurisecolare, fecondo tessuto di costanti relazioni tra la sponda orientale ed occidentale dell’Adriatico, auspice Venezia: l’Istria e la Dalmazia si inseriscono in quei secoli nel comune linguaggio artistico e figurativo dettato e diffuso dalla Serenissima".
"Parlare ancora di "trafugamento" e di "restituzione" – aggiunge – non ha alcun fondamento storico e giuridico. Le opere sono di inequivocabile pertinenza dello Stato italiano, nel cui territorio erano all’epoca collocate e che sottopose a conservazione cautelativa secondo le norme della legislazione italiana. Alterare i termini di una questione non è prova di sincera volontà di collaborazione tra Paesi membri dell’Unione Europea".
"La Federazione delle Associazioni rimarca ancora una volta il principio dell’appartenenza all’Italia di quelle opere – conclude Codarin – ed invita i Dicasteri competenti a ribadirlo con chiarezza". (aise)
