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Esuli: Finanziaria ”offende” italiani cacciati (Apcom 19 nov)

Roma, 19 nov. (Apcom-Nuova Europa) – Duro affondo dell'Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia – organizzazione che raccoglie la comunità degli esuli istriani, fiumani e dalmati – contro i tagli in Finanziaria che "cancella con un colpo di spugna, nelle pieghe di una pagina di Finanziaria, un debito materiale che si trascina da oltre 60 anni".

In ballo, spiega l'ANVGD con un comunicato, ci sono i fondi che dovevano essere destinati agli indennizzi per i beni abbandonati dagli italiani dell'Istria, Fiume e Dalmazia alla fine della guerra, utilizzati da Roma come riparazione per i danni di guerra alla Jugoslavia.

"In un Paese nel quale l'ufficialità delle dichiarazioni d'intenti ha un volto e la realtà un altro, i tagli andranno a colpire, salvo miracolosi dietro-front dell'ultimo momento, anche i residui indennizzi dei beni abbandonati degli italiani da Istria, Fiume e Dalmazia da pagare secondo la Legge 137 del 2001: 22 milioni sfumeranno via nel triennio 2009-2011, ovvero la metà di quel che serve per terminare i pagamenti di una legge che già da sola non esaurisce il debito dello Stato nei confronti degli Esuli giuliano-dalmati", si legge nella nota.

"Lo Stato italiano – conclude la ANVGD – assolto in parte il debito morale con l'istituzione del Giorno del Ricordo, non può ora cancellare con un colpo di spugna, nelle pieghe di una pagina di Finanziaria, un debito materiale che si trascina da oltre 60 anni. Intere generazioni di Esuli sono scomparse nell'attesa che la Patria li risarcisse per ciò che aveva loro tolto. Questa Patria oggi li offende nuovamente, sfruttando l'oblio di decenni per far passare inosservata una riga di Finanziaria che dietro ai numeri nasconde una totale insensibilità verso i più rudimentali elementi del diritto".

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