22.07.2026 – Era nato in Italia il 20 gennaio 1941, figlio di Mario e Rina Zlatich. Antonio Perini, detto “Tony”, è deceduto il 18 luglio 2026 a Chatham, nell’Ontario, in Canada, dov’era esule. Antonio nacque a Capodistria, provincia di Pola, ed era il secondogenito di tre figli. Nel 1947, col trattato di pace, la provincia dell’Istria fu ceduta alla Jugoslavia (ora Croazia e Slovenia). Per preservare la propria identità cattolica e italiana e per mantenere la libertà, migliaia di persone furono costrette ad abbandonare la terra d’origine e i propri beni, fuggendo verso la vicina e sovraffollata città di Trieste, che era occupata dagli angloamericani nel Territorio Libero di Trieste (1947-1954).
Antonio e la sua famiglia vissero nel campo profughi del Silos e, negli anni Cinquanta, emigrarono in Canada tramite la “Canada Sugar Beets Company”, in collaborazione con la Croce Rossa Internazionale e la Chiesa Cattolica Romana. Dopo un viaggio in nave durato 13 giorni, la famiglia arrivò ad Halifax, in Nuova Scozia. Da lì, a bordo di treni di linea, raggiunse la zona di Chatham-Kent per iniziare a lavorare nei campi, coltivando barbabietole da zucchero e tabacco. Tutti gli immigrati erano tenuti a rimborsare integralmente le spese del viaggio una volta accumulato denaro a sufficienza.
I genitori di Antonio non amavano fare i contadini, avendo lavorato come pescatori in Italia; così, dopo un anno, decisero di tornare in patria insieme al figlio maggiore. Antonio, tuttavia – all’insaputa di lei – aveva notato la donna della sua vita durante un matrimonio al CBD Club di Wallaceburg e scelse di restare per corteggiarla. Antonio sposò Silva Morgan il 2 luglio 1966 ed ebbero tre figli. Antonio e Silva vissero un sodalizio autentico, costruendo una vita splendida e viaggiando in tutto il mondo in compagnia di numerosi amici.
Antonio lavorò come caposquadra presso la Domtar, dove affinò le proprie doti di leadership e gestione, favorendo l’assunzione di molti immigrati affinché anch’essi potessero prosperare. Contribuì inoltre alla realizzazione del corridoio autostradale 401 e si cimentò nell’edilizia; infine, fondò la “Perini Painting and Decorating”, affermandosi come il miglior imbianchino e decoratore della zona di Chatham-Kent per edifici residenziali e commerciali, arricchendo con il suo lavoro le vite, le case e le attività di moltissime persone. Fu un proprietario corretto e leale nei confronti degli inquilini delle sue proprietà in Taylor Avenue e River Road.

Antonio contribuì alla costruzione dell’ex Italian-Canadian Social Club, ma la sua vera passione era l’impegno costante affinché il governo italiano riconoscesse, documentasse e divulgasse le atrocità belliche subite dalla popolazione istriana, oltre alla salvaguardia del patrimonio, della cultura e della lingua dell’Istria. A tal fine, fondò il club “Lega Istriana of Chatham-Kent (Southwestern Ontario)” e, successivamente, la “Federazione Giuliano-Dalmata Canadese”, di cui ricoprì la carica di presidente per molti anni. Insieme alla moglie Silva, Antonio coniò il motto adottato dai club istriani di tutto il mondo: “Ierimo ~ Semo ~ Saremo”.
L’intera famiglia ha lavorato instancabilmente per promuovere e preservare la propria cultura, rimanendo orgogliosamente istriana fino a oggi. Antonio, con l’autorizzazione del governo italiano, fu il primo a issare la bandiera istriana in territorio straniero fuori dall’Italia, facendola sventolare sull’asta posta davanti al municipio di Chatham nel 1989. Organizzò viaggi culturali per i membri dell’associazione a Toronto, Montreal, alle Cascate del Niagara, a New York, in Italia e persino al Pier 21 di Halifax (Nuova Scozia), favorendo il ricongiungimento della comunità istriana. Promosse inoltre numerosi raduni, messe cattoliche presso la chiesa di St. Joseph e l’ex chiesa di St. Agnes, la cena dei cacciatori, commemorazioni per il Remembrance Day e il Giorno del Ricordo, feste natalizie e l’annuale picnic della Lega Istriana che, ancora oggi, riunisce istriani da ogni parte del mondo a Mitchell’s Bay per celebrare le proprie radici, la buona cucina e lo spirito comunitario. Amava tessere relazioni, possedeva una memoria eccezionale per nomi e volti ed era generoso nel dedicare tempo e risorse agli altri; provava una grande gioia nell’offrire il proprio aiuto a chiunque ne avesse bisogno.

Antonio ha agito come referente italiano presso il governo canadese per le questioni relative all’immigrazione e alle pensioni, collaborando strettamente con i consolati nella gestione delle pratiche burocratiche. Ha fatto parte di diversi comitati dell’associazione “Giuliani nel Mondo” a livello internazionale, impegnandosi a organizzare e unire i vari Club Istriani; insieme alla sua famiglia, ha mantenuto vivi i contatti con i dirigenti e i membri dei Club in tutto il mondo, promuovendo la salvaguardia della cultura e assicurandosi che le nostre storie venissero documentate in modo autentico. È stato co-editore di “El Campanil”, un giornale istriano della nostra zona, e ha contribuito alla stesura del libro “Ierimo ~ Semo ~ Saremo” – pubblicato sia in inglese che in italiano – per documentare ufficialmente le diverse esperienze migratorie degli istriani residenti nell’area di Chatham-Kent.
Antonio si ricongiungerà amorevolmente con la sua defunta moglie, Silva Perini (nata Morgan), e con i suoi suoceri, i defunti Antonio e Giuseppina Morgan. Rimarrà per sempre nel ricordo dei figli Cristina Perini-Suffi, Daniel Perini e Luisa Perini-Parkes. Orgoglioso nonno degli adorati nipoti Cristian e Cristelle Suffi, Abigail, Claire e Olivia Perini, Gavin, Grace e William Parkes. Fratello di Mariella e del compianto Luigi Perini.
Fonte: ANVGD Udine
