29.07.2026 – Le sue ultime parole alla figlia sono state «Portime a Pola»: si è spento così Quinto Pugliese, esule istriano nato a Gallesano che abbandonò con la famiglia la città dell’arena a bordo della nave Toscana nel febbraio del 1947, quando aveva 6 anni.
«Sbarcammo a Venezia e dopo un interminabile viaggio in treno arrivammo a Taranto – ricorda commosso il fratello Aldo Pugliese, Presidente del Comitato provinciale di Taranto dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia – Ci dettero alloggio in un baraccone che era stato fino a poco prima utilizzato dalle truppe inglesi come officina per i carri armati ed i mezzi pesanti. Eravamo in sette in una stanza, l’acqua c’era solamente all’esterno. Di fronte ad una sistemazione simile ed in considerazione della miseria che c’era in città, su 2.000 profughi istriani giunti a Taranto, quasi 300 se ne andarono in Australia, tra i quali due miei fratelli».
Quinto Pugliese era attivo nell’ANVGD Taranto, portava nelle scuole e alle cerimonie pubbliche la sua testimonianza di esule, raccontando la storia dell’Istria e le tragedie dell’occupazione jugoslava. Ricoverato in seguito ad un infortunio domestico in cui ha riportato un trauma cranico, è spirato lo scorso 25 luglio ed i suoi familiari hanno deciso di esaudire quello che è stato il suo ultimo desiderio: la salma verrà cremata e le sue ceneri disperse nel mare di Pola, quel mare in cui Quinto imparò a nuotare da bambino e che tenne sempre nel suo cuore.
Il Presidente nazionale dell’ANVGD Renzo Codarin esprime anche a nome dell’Associazione le sue più sentite condoglianze ai famigliari di Quinto e Aldo Pugliese.

