Don Bonifacio, esemplare apostolo di carità cristiana (Osservatore Romano 05 ott)

In un periodo difficile, segnato dalle violenze della seconda guerra mondiale, dalle insurrezioni popolari e dai movimenti partigiani, il sacerdote Francesco Giovanni Bonifacio, incurante del pericolo, difese i deboli e rimase accanto alla gente fino alla fine. L`arcivescovo Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, ha ricordato così il presbitero istriano ucciso in odio alla fede il 16 settembre 1946 a Villa Gardossi, elevato oggi, sabato 4, agli onori degli altari. La celebrazione, presieduta dall`arcivescovo, si è svolta nella cattedrale di San Giusto a Trieste. «La virtù della fortezza — ha detto monsignor Amato durante l`omelia della messa — è la gloria del nostro novello beato, sacerdote e martire, ministro della grazia divina ed esempio di carità senza fine. Come Gesù, Giovanni Francesco Bonifacio s`immola in sacrificio di puro amore, un amore che è più forte della morte e che dà la vita per i propri amici». Monsignor Amato ha poi rivolto un invito a edificare la civiltà dell`amore superando ogni forma di violenza, di ingiustìzìa e di sopraffazione per fare della carità l`unica legge. «Ogni epoca è tempo di martiri», ha affermato il presule. Infatti, i martiri per il Vangelo non sono relegati al passato, ma anche ai nostri giorni la Chiesa «subisce persecuzione. C`è una vera e propria geografia del terrore». In molte nazioni la libertà religiosa è «inesistente o molto limitata» e, ha aggiunto il Prefetto, «nel mondo si fanno campagne per la protezione di animali in via di estinzione, ma nessuna campagna è stata fatta per ` la difesa della libertà religiosa dei cristiani».

Dove nasce questa avversione per il Vangelo?

La risposta dell`arcivescovo è inequivocabile: «Le tenebre hanno paura della luce, la menzogna ha paura della verità». Ma il Vangelo, ha aggiunto monsignor Amato, «non viene solo perseguitato violentemente altrove. Anche nella nostra società c`è spesso una persecuzione anticristiana sotterranea, fatta di derisione, di stravolgimenti di fatti e di parole, di offese, di promulgazioni di leggi inique. Si irride al Vangelo, alla legge del Signore, creatore e padre delle nostre vite. I mezzi di comunicazione sociale ci opprimono con idee fatue, superficiali e spesso apertamente anticristiane». L`atteggiamento del cristiano di fronte a queste sfide è di imitare l`esempio del beato, cioè «essere forti e perseveranti nella sequela di Gesù» e cercare di edificare il mondo da «testimoni fedeli di Cristo». Ma, soprattutto, la nostra società «richiede dai sacerdoti e da tutti i fedeli il coraggio di vivere e di proclamare il Vangelo nella sua integralità».