Demolito l’ex convitto Filzi, luogo di formazione dei giovani esuli

04.08.2026 – Sono entrate in azione le ruspe e nei giorni scorsi è iniziato l’abbattimento dell’ex convitto Fabio Filzi di Gorizia, che si trovava in via Pola 5, in quel quartiere di Campagnuzza ove sorsero le case popolari che dettero un primo alloggio a migliaia di esuli istriani, fiumani e dalmati che erano affluiti nel Centro Raccolta Profughi di Gorizia nel secondo dopoguerra.

Per venire incontro alle esigenze educative dei più giovani tra costoro, che spesso crescevano in famiglie con difficoltà economiche causate dall’esodo, l’Opera per l’Assistenza ai Profughi Giuliani e Dalmati realizzò in Italia diversi convitti deputati all’istruzione e alla formazione professionale dei ragazzi esodati. Il 15 aprile 1951 fu inaugurato a Gorizia appunto il Convitto Fabio Filzi, il quale si poneva in continuità con il “Convitto istriano Fabio Filzi” sorto a Pisino nel periodo tra le due guerre e riaperto provvisoriamente a Grado (GO), ove operava pure il Convitto Nazario Sauro, nell’ex albergo Excelsior nel 1948 in attesa di una sistemazione definitiva.

Come si legge sul sito Ierimo del Filzi, realizzato dall’omonima associazione di ex convittori e da cui sono tratte le foto qui pubblicate, al Filzi, dove i ragazzi erano divisi in squadre di 20/24 elementi, arrivarono anche gli allievi del Sauro che proseguivano negli studi. Si creò una seconda squadra, comprensiva di ragazzi che frequentavano l’Istituto Industriale, allora quasi naturale sbocco per coloro i quali provenivano dall’Avviamento, e via breve per una rapida occupazione. I componenti la seconda squadra venivano scherzosamente classificati come “stagnini e spellafili”. Internamente al collegio venivano istituiti corsi di licenza media, mentre da Campagnuzza quotidianamente la corriera portava in centro a Gorizia gli studenti superiori che frequentavano i vari istituti pubblici: licei Classico e Scientifico, istituti Geometri, Ragionieri, Magistrale, Professionale Industriale.

Dopo il 1956 gli studenti delle superiori continuarono gli studi al “Nazario Sauro” di Trieste, essendo finalmente la città di San Giusto rientrata nei confini italiani. Il “Filzi” fu ricostruito sulla stessa area nel 1967; dopo il completamento della nuova costruzione, il numero di allievi ospitati, inclusi rimpatriati di varie provenienze, si ridusse intorno alle 90 unità e i ragazzi venivano inviati ogni giorno in corriera alla scuole medie cittadine. Nella nuova sede il convitto eserciterà la sua funzione fino al 1980.

Una pagina virtuosa dell’accoglienza degli esuli adriatici viene quindi fisicamente smantellata, ma nella formazione, nell’educazione e nell’istruzione di chi è stato “filzino” rimangono ricordi indelebili e il sito dell’associazione degli ex convittori rappresenta una preziosa miniera di notizie, immagini ed aneddoti:

http://www.ierimodelfilzi.it/default.html

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