16.05.2026 – L’amministrazione comunale di Trieste ha intitolato ieri, venerdì 15 maggio, lo squero marittimo situato nella pineta di Barcola, all’altezza della statua della “Sirenetta”, che assumerà così la denominazione di “Squero Fertilia – Città giuliana di Sardegna”, in omaggio alla frazione del Comune di Alghero che, nel secondo dopoguerra, accolse numerosi esuli istriani, fiumani e dalmati. Il provvedimento è stato approvato dalla Giunta comunale su proposta del sindaco Roberto Dipiazza, presentata dall’assessore alle Politiche del Territorio Michele Babuder.

L’iniziativa nasce dalla volontà di creare un luogo simbolico dedicato alla memoria dell’Esodo giuliano-dalmata, una delle vicende più drammatiche del Novecento italiano, che tra il 1943 e il 1956 costrinse centinaia di migliaia di persone ad abbandonare l’Istria, Fiume e la Dalmazia.

«Con questa intitolazione – dichiara l’assessore Michele Babuder – Trieste rinnova il proprio impegno nel custodire e tramandare la memoria dell’Esodo, una pagina profondamente legata alla storia e all’identità della nostra città. Fertilia rappresenta un simbolo di accoglienza, solidarietà e rinascita per tante famiglie costrette a lasciare le proprie terre. Intitolare questo luogo a quella comunità significa rafforzare un legame storico e umano che ancora oggi unisce Trieste e la Sardegna. Per me inoltre questo gesto assume anche un significato personale, essendo figlio e nipote di esuli istriani. La memoria dell’Esodo non appartiene soltanto ai libri di storia, ma vive ancora oggi nei racconti familiari, nelle tradizioni e nelle esperienze tramandate di generazione in generazione. Trieste ha il dovere morale di custodire questa memoria e trasmetterla alle nuove generazioni come patrimonio comune della nostra identità nazionale».

Lo squero di Barcola, tradizionale approdo utilizzato ancora oggi dai cittadini per il varo di piccole imbarcazioni, canoe e natanti, assume così anche un valore simbolico: il mare, che per molti profughi rappresentò la via della fuga e della speranza, diventa oggi luogo di memoria e riflessione collettiva.
Fertilia, fondata nel 1936 come città di bonifica, divenne nel dopoguerra uno dei principali centri di accoglienza per gli esuli giuliano-dalmati. Nel tempo, la comunità degli esuli ha contribuito in modo significativo alla vita culturale e sociale del territorio, mantenendo vivo il ricordo delle proprie origini e consolidando un forte legame con Trieste.

Proprio nei mesi scorsi la città di Alghero ha celebrato il novantesimo anniversario della fondazione di Fertilia con una serie di eventi istituzionali e culturali svoltisi tra il Teatro Civico di Alghero e l’ex Cineteatro di Fertilia, dedicati alla memoria, all’identità e al valore dell’accoglienza che la comunità ha saputo rappresentare nel secondo dopoguerra. Le celebrazioni, promosse dal Comune di Alghero insieme alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e sostenute dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, hanno ribadito il ruolo di Fertilia quale luogo simbolo dell’incontro tra la comunità sarda e quella giuliano-dalmata.
Negli ultimi anni Fertilia è inoltre divenuta protagonista di un importante percorso di valorizzazione storica e culturale legato alla memoria dell’Esodo giuliano-dalmata e al tema dell’identità delle comunità adriatiche. Tra le iniziative più significative si inserisce il progetto “Rotta 230° – Ritorno alla Terra dei Padri”, promosso dall’Ecomuseo Egea e dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, che ha ripercorso simbolicamente a ritroso il viaggio compiuto nel 1948 dai pescatori istriani giunti in Sardegna dopo l’esodo.
L’iniziativa del Comune di Trieste si inserisce dunque in un percorso di memoria condivisa e collaborazione culturale già avviato tra le due comunità e volto a valorizzare il patrimonio storico dell’esodo adriatico orientale, non soltanto come ricordo del passato, ma come testimonianza viva di integrazione, identità e rinascita.
