Declinare il ricordo e l’italianità adriatica in nuove prospettive

16.05.2026 – In un sabato pomeriggio che ha richiamato moltissimi visitatori alla XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, la programmazione de La Bancarella. Salone del Libro dell’Adriatico orientale, organizzata dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia insieme al Centro di Documentazione Multimediale della cultura giuliana istriana fiumana e dalmata con la collaborazione di FederEsuli, ha visto svolgersi due incontri in particolare che hanno riscosso molto interesse.

Primo appuntamento pomeridiano la presentazione dell’opera collettanea promossa dall’ANVGD Identità oltre i confini. Generazioni a confronto per una nuova frontiera adriatica (Baldini+Castoldi, Milano 2026), che ha visto alternarsi al tavolo dei relatori non solo alcuni degli autori del libro, ma anche il Vicepresidente della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, il quale ha colto la coincidenza che un programma dedicato agli studenti piemontesi, in cui non mancano riferimenti alla storia del confine orientale italiano, ha il medesimo nome del titolo del libro. Pluralità di voci, di impressioni e di esperienze che concorrono a definire una storia ed un’identità: è questo lo spirito del libro nato come prosecuzione di un convegno per addetti ai lavori coordinato da Mauro Manca (direttore dell’Ecomuseo Egea di Fertilia e grande operatore culturale) svoltosi nella cornice di Nova Gorica Capitale europea della Cultura 2025 insieme a Nova Gorica.

«In quest’opera ci sono gli interventi di esuli che hanno vissuto in prima persona la storia della frontiera adriatica, figli di esuli che hanno portato avanti una testimonianza ed una consapevolezza, giovani dirigenti della Comunità Nazionale Italiana in Istria e due professionisti che hanno scoperto solo in tempi recenti la drammatica complessità di queste vicende, l’hanno conosciuta a fondo e sostengono la necessità di farla conoscere» ha quindi specificato il professor Davide Rossi (Università di Trieste). Autore della Prefazione del volume è il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, figlio di esuli istriani e dirigente di lungo corso dell’ANVGD, il quale ha difeso con passione il lavoro che svolge sia come amministratore sia come rappresentante degli esuli adriatici, per addivenire non ad una memoria condivisa, ma alla conoscenza e al rispetto delle memorie che si confrontano nell’Adriatico orientale: «Dove c’era  il muro che divideva Gorizia in seguito al Trattato di Pace del 10 febbraio 1947, adesso c’è di nuovo una piazza in cui si circola liberamente, anche se da una parte è intitolata all’Europa e dall’altra alla ferrovia Transalpina: ognuno ha la sua prospettiva, l’interlocutore la riconosce e la rispetta».

La professoressa Maria Elena Depetroni ha ribadito l’importanza del lavoro svolto dal Tavolo di lavoro Ministero dell’Istruzione e del Merito – Associazioni degli Esuli istriani fiumani e dalmati, ove lei rappresenta l’ANVGD, venendo confortata dall’intervento di uno studente presente nel folto pubblico che ha dimostrato l’interesse e la curiosità che i giovani hanno verso queste pagine di storia finalmente tornate di pubblico dominio. Analogamente Lorenzo Salimbeni (Responsabile comunicazione FederEsuli) ha insistito sull’importanza di operare nel mondo della scuola ed ha ricordato i progetti multimediali che vanno a ricostruire una “Venezia Giulia virtuale” in cui ricostruire quel che opposti nazionalismi e totalitarismi hanno distrutto.

L’istituzione del Giorno del Ricordo è stato il primo decisivo passo per giungere a questi risultati ed alcune Regioni in particolare hanno cercato di declinare nell’ambito delle loro potestà lo spirito della Legge 92/2004: il professor Rossi, il quale è anche vicepresidente di FederEsuli, ha quindi coordinato una tavola rotonda in cui si sono espressi al riguardo il già ricordato assessore piemontese Marrone, il Vicepresidente e assessore alla Cultura della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Mario Anzil e l’assessore al Bilancio della Regione Liguria Claudia Morich, discendente di esuli dalmati.

Marrone ha ricordato che, oltre al lavoro svolto con centinaia di amministrazioni comunali per promuovere il Ricordo, ha promosso una legge che ha consentito anche ai figli e nipoti degli esuli di poter avere punteggi preferenziali per l’edilizia popolare piemontese realizzata nei quartieri di insediamento della comunità giuliano-dalmata in esilio.

Con grande passione l’assessore Morich ha quindi ricordato che la Liguria è stata tra le prime regioni a promuovere un concorso dedicato alle scuole con il premio di un viaggio nelle terre del confine orientale: «È nostra intenzione reperire le risorse per allungare la durata del viaggio e consentire ai ragazzi di giungere fino a Zara. Dobbiamo però anche preparare adeguatamente le guide turistiche, perchè, accompagnando la scolaresca di quest’anno, ho dovuto replicare ad una spiegazione delle foibe dai toni quasi negazionisti».

Anzil ha ricordato che il FVG sostiene regolarmente l’attività delle associazioni degli esuli adriatici con sede nel territorio regionale, specificando che vengono inoltre promossi bandi di finanziamento supplementari legate a particolari ricorrenze: quest’anni ad esempio vengono finanziati progetti dedicati all’80° anniversario della strage di Vergarolla, avvenuta il 18 agosto 1946 a Pola: «È stata la prima strage della storia dell’Italia repubblicana, è ancora quella con più vittime ed è però la meno conosciuta».

L’italianità adriatica però è una presenza autoctona radicata nei secoli e quindi l’Associazione delle Comunità Istriane ha promosso una serie di documentari dedicati all’arte e al territorio dell’Istria: il vicepresidente Fabio Tognoni ha concluso la giornata della Bancarella illustrando assieme a Roberta Vlahov (addetto stampa dell’associazione e di FederEsuli) i contenuti di alto valore del documentario di Marco Tessarolo La danza macabra negli affreschi istriani, che può essere visto sul canale YouTube del sodalizio triestino:

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