Comunità italiane in allarme: taglio ai fondi (Il Piccolo 08 ott)

POLA L'Assembea della Comunità degli italiani ha approvato il resoconto finanziario relativo ai primi 8 mesi dell'anno corrente, dal quale emerge una gestione in attivo. A conti fatti in cassa rimangono 13 mila euro di attivo a fronte dei 100.000 euro di entrate, come ha sottolineato il presidente della Comunità Fabrizio Radin, che permettono di far fronte tranquillamente alle varie spese di gestione della sede e agli stipendi degli occupati.

Però poi si è detto «profondamente preoccupato dei ventilati tagli alle dotazioni della Nazione Madre che sicuramente avranno effetti molto dannosi sulle attività. La contrazione dei mezzi è dettata dalla difficile situazione finanziaria ed economica in cui si trova l'Italia – ha detto Radin – però la riduzione del 30% di cui si parla sarebbe sicuramente eccessiva e drammaticamente preoccupante».

Cambiando tema Radin ha ripercorso in sintesi le attività svolte dalla Comunità da gennaio ad agosto di quest'anno, affermando che «i connazionali di Pola si sono riappropriati della loro identità storica».

Ha citato a proposito il parco cittadino intitolato a Sergio Endrigo e il nuovo cinema ad Alida Valli. Si è detto compiaciuto anche del mantenimento dei buoni rapporti con gli esuli e dell'avviamento di nuovi gruppi di attività come la ceramica artistica, la pittura, il coro giovanile, la filodrammatica e i camminatori.

A proposito degli impegni futuri ha ricordato il coinvolgimento della Comunità nella costruzione della futura casa dell'anziano nel rione di Vallelunga, un progetto che sarà portato avanti in prima persona dall'Unione italiana e dall'Università' popolare di Trieste.

Infine la presidente dell'Assemblea Claudia Millotti ha reso noto che in novembre i polesani saranno chiamati alle urne per eleggere la nuova dirigenza che in virtù dei cambiamenti statutari rimarrà in carica non più due anni, ma quattro.

«Abbiamo ritenuto opportuno prolungare il mandato – ha spiegato la Milotti – in quanto due anni sono pochi per portare a compimento i traguardi prefissati». (p.r)