27.08.2026 – Sono figlia di un’esule di Pola. Questa eredità non è soltanto una storia di famiglia: è una responsabilità.
Ogni anno mi preparo alla commemorazione della strage di Vergarolla.
Ma ogni anno mi domando come si possa commemorare davvero ciò che non ha mai trovato piena giustizia e piena memoria.
Tra quelle vittime c’è anche mia cugina Liliana Marini. Aveva 23 anni. Viveva già in Friuli Venezia Giulia. Era tornata semplicemente a trascorrere una giornata nel luogo dove era cresciuta. Era lì assieme a tutta la famiglia Rocco: zio, zia e due cuginette di 5 e 8 anni. Quale colpa avevano? Mio nonno, nato nel 1912, aveva già perso la sua casa, la sua terra, la sua vita di prima per quell’Italia in cui aveva creduto. Quel giorno perse anche una nipote.
Ogni anno porto con me il peso di quelle vittime. Non soltanto delle 64 identificate, ma anche di tutti coloro che furono feriti, mutilati, spezzati nel corpo e nell’anima.
Penso anche al dottor Geppino Micheletti, che continuò a soccorrere i feriti dopo aver scoperto che tra le vittime c’erano i suoi figli.
Le medaglie non restituiscono le persone. Le targhe non cancellano il silenzio.
E il silenzio pesa quanto la perdita.
Per questo non mi interessano le divisioni tra Zona A e Zona B, né le dispute sui confini. Davanti al dolore non esistono zone. Esiste soltanto un’umanità che è stata ferita.
E credo che ogni esule continui a custodire il proprio Magazzino 18 non a Trieste, ma dentro il petto. Dietro la cassa toracica. Nel luogo dove il cuore continua a conservare ciò che nessuno ha mai potuto restituire.
Giulia Stella
Vicepresidente del Comitato provinciale di Vicenza dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia

Sabato 29 agosto alle ore 18:30 nella Chiesa di San Carlo (Villaggio del Sole – Vicenza) l’ANVGD Vicenza insieme alla Città di Vicenza celebrerà una Santa Messa in suffragio delle vittime della strage di Vergarolla (18 agosto 1946).
