Cominciato al Quartiere Giuliano-dalmata di Roma il Viaggio del Ricordo di 65 giovani da tutta Italia

23.06.2025 – Immergersi nel dialetto istroveneto. Trovare testimonianze dell’Esodo di 350.000 istriani, fiumani e dalmati. Fotografarsi davanti a una chiesa che espone il leone di San Marco , simbolo della Repubblica di Venezia che ancora costella la costa istriana e dalmata. 65 giovani provenienti da tutta Italia hanno avuto modo di sperimentarlo nella prima tappa del Viaggio del Ricordo organizzato dall’Agenzia Italiana per la Gioventù che si è però svolta alla periferia di Roma, nel Quartiere Giuliano-dalmata.

Prima di decollare verso Trieste, il sacrario di Redipuglia, la Foiba di Basovizza e altre tappe di un viaggio che si concluderà in Dalmazia, i giovani partecipanti hanno visitato il Museo diffuso che si sta formando grazie all’impegno del Comitato provinciale di Roma dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e delle altre associazioni storiche del Quartiere Giuliano-dalmata, l’unico in Italia ad essere ufficialmente ed istituzionalmente riconosciuto come tale.

Nella Chiesa di San Marco Evangelista in Agro Laurentino il parroco don Mario ha dato il benvenuto ai giovani visitatori dimostrando ancora una volta la sua sensibilità e la sua attenzione nei confronti della storia e delle drammatiche vicende che tanti suoi parrocchiani rappresentano, ricordando i diritti fondamentali che furono negati agli istriani, fiumani e dalmati.

Tale iniziativa si svolge nell’ambito degli eventi coordinati dal Tavolo della Presidenza del Consiglio per il Giorno del Ricordo, cui prende parte pure l’Agenzia Italiana per la Gioventù, che fa capo al Ministero dello Sport e dei Giovani, rappresentato in quest’occasione dal Capo di Gabinetto Massimiliano Atelli essendo il Ministro Andrea Abodi ammalato. Il dottor Atelli non ha fatto mistero delle sue origini dalmate, elencando con orgoglio alcuni dei personaggi illustri e degli eventi storici che caratterizzano la presenza italiana autoctona nell’Adriatico orientale.

Marino Micich (Segretario generale della Società di Studi Fiumani) ha salutato con favore questo Viaggio del Ricordo che farà tappa in tante località giuliane e dalmate, ricordando che le principali associazioni della diaspora adriatica hanno consolidato un dialogo sempre più proficuo con le proprie terre d’origine fin dall’inizio della dissoluzione della Jugoslavia comunista.

«Con la collaborazione dell’ANVGD Roma, la Capitale è stata tra le prime amministrazioni pubbliche a promuovere un Viaggio del Ricordo – ha ricordato Donatella Schürzel, Presidente del Comitato romano dell’ANVGD – e le nostre associazioni svolgono un proficuo lavoro di formazione docenti grazie alla collaborazione con la qui presente professoressa Caterina Spezzano del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Il vostro viaggio è particolarmente significativo perchè verrà svolto da giovani già formati, che conoscono la nostra storia e vogliono approfondirla»

La vicepresidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani fiumani e dalmati Serena Ziliotto, la quale è anche dirigente dell’Associazione Dalmati Italiani nel Mondo – Libero Comune di Zara in Esilio, ha invitato la comitiva «a visitare quelle splendide terre con gli occhi dei nostri padri e dei nostri nonni che sono stati costretti ad abbandonarle e le hanno sempre tenute nel cuore». Era presente all’incontro anche Francesca Carpenetti, Delegato provinciale di Grosseto dell’ANVGD e dirigente del Comitato 10 Febbraio che in tale veste prende parte ai lavori del Tavolo della Presidenza del Consiglio.

La professoressa Schürzel ha quindi illustrato i molteplici riferimenti alle terre adriatiche presenti all’interno della Chiesa parrocchiale, con particolare riferimento alle vetrate del maestro Colella raffiguranti una foiba stilizzata proprio sopra l’entrata principale, gli stemmi delle province di Trieste, Gorizia, Pola, Fiume e Zara, San Marco Evangelista e la sua Basilica a Venezia.

Sono stati quindi passati in rassegna assieme a Giorgio Marsan (vicepresidente ANVGD Roma), al dottor Micich e alla professoressa Schürzel gli elementi più importanti che si affacciano sulla Piazza Giuliani e Dalmati: la cappella dei Santi Patroni delle città istriane, dalmate e quarnerine, il leone marciano che domina la vela della chiesa, la lupa bronzea di Roma che si trovava davanti all’Arena di Pola, il monumento all’esodo e le Mattonelle del Ricordo che disegnano la sagoma dell’Istria sulla pavimentazione della piazza e ricordano le famiglie degli esuli giunti al Villaggio Giuliano-dalmata nell’immediato dopoguerra.

Il percorso nel museo diffuso è proseguito con una rapida visita all’Archivio Museo Storico di Fiume ed una breve passeggiata per vedere il murales recentemente inaugurato, che celebra l’accoglienza e la rinascita degli esuli giunti nell’ex villaggio operaio dell’EUR42, il cippo ai caduti giuliano-dalmati e le Panchine del Ricordo dedicate a Norma Cossetto e agli esuli che riscattarono la comunità della diaspora adriatica con i loro successi olimpici (il pugile istriano Nino Benvenuti, il marciatore fiumano Abdon Pamich e l’atleta dalmata Ottavio Missoni).

L’incontro casuale con alcuni esuli di prima generazione nelle strade del Quartiere ha consentito alla comitiva di avere un primo approccio con i dialetti italofoni dell’Adriatico orientale noti già a Dante Alighieri e con testimoni dell’Esodo e di quel clima di terrore che fece da corollario alle stragi delle foibe compiute dai partigiani comunisti jugoslavi di Tito.

Lorenzo Salimbeni

 

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