Clemente lascia la presidenza dei Triestini e Goriziani di Roma

Il Dott. Cav. Gr. Cr. Aldo Clemente, già Segretario generale dell’Opera Profughi, ha lasciato la carica di storico Presidente dell’Associazione Triestini e Goriziani di Roma. In una emozionante ed affollata cerimonia presso la Sede di rappresentanza della Regione Friuli Venezia Giulia di Roma (Piazza Colonna), Clemente ha passato il testimone a Roberto Sancin, triestino, operatore economico nel campo del trasporto aereo merci.

Nell’occasione, il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia ha inviato il seguente messaggio di saluto.

Da oltre quarant’anni l’Associazione triestini e goriziani in Roma costituisce un importnte punto di riferimento per tutti coloro che, provenienti dalla Venezia Giulia, vivono e operano nella capitale. L’Associazione ha saputo in questo lungo periodo mantenere vivi i legami dei corregionali con la propria terra d’origine e con le istituzioni regionali. Ed è in questo senso significativo che l’assemblea generale dell’Associazione si svolga proprio nella sede della Regione a Roma. Oltre a coltivare le radici, l’Associazione ha promosso una serie di meritorie iniziative per far conoscere ai romani il patrimonio culturale e la storia, spesso tormentata e tragica, della Venezia Giulia, per tanti anni terra di confine e oggi di nuovo posta al centro di un’Europa finalmente riunita e riconciliata.

Un sentito ringraziamento va in particolare al presidente uscente Aldo Clemente, che è stato sin dalla costituzione l’animatore e l’autentica anima dell’Associazione triestini e goriziani in Roma. Desidero esprimere a nome della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, e mio personale, un ringraziamento per la dedizione e l’impegno con cui il presidente uscente ha operato in tutti questi anni. Aldo Clemente ha costruito un patrimonio di rapporti e di esperienze prezioso per le nuove generazioni.
Riccardo Illy”

Nel corso della medesima cerimonia, l’ANVGD ha consegnato ad Aldo Clemente un simbolo dell’affetto di tutta la comunità degli Esuli verso colui a cui tanti giuliano-dalmati devono una casa, costruita con la tenacia, la fermezza e la volontà di un uomo che ha sempre interpretato nella maniera più generosa -e continua a farlo- il senso del servizio verso i più bisognosi.