Cinquant’anni di pagine giuliane (CDM 11 nov)

La più “antica” associazione del mondo degli esuli, l’Associazione delle Comunità Istriane, ha festeggiato nei giorni scorsi i 50 anni del suo foglio d’informazione “La Nuova Voce Giuliana”. Nell’occasione è stata inaugurata nella sede dell’Associazione la mostra delle prime pagine del giornale, testimone e fonte preziosa e documentata dei vari avvenimenti, che illustrano la sua ricca attività. Il tutto in 1160 numeri del quindicinale con ben 9000 pagine.

Il primo numero esce il 1° febbraio del 1958, firmato dal direttore Ruggero Rovatti, che verrà sostituito solo nel 2000 da Piero Parentin, tuttora direttore del giornale coadiuvato dal 2007 da Sergio Tommasi, caporedattore e facente funzione di direttore. Per il giornale hanno scritto autori di spicco, tra cui Diego De Castro e Biagio Marin. Ha registrato avvenimenti politici che hanno inciso sul destino degli esuli istriani ma anche dei triestini: la costituzione della Regione Friuli Venezia Giulia, il ricongiungimento di Trieste all’Italia nel 1954, i problemi per i beni abbandonati, l’inaugurazione del monumento a Nazario Sauro sulle Rive, il grande raduno degli esuli a Roma promosso dall’Associazione nel 1969, la scomparsa di monsignor Santin nel 1975. Ed ancora, approfondimenti sul Memorandum d’intesa, il Trattato di Osimo, vari temi pregnanti del mondo degli esuli ancora attuali, l’attività di padre Damiani, che ha fatto costruire 140 strutture in tutta l’Italia per accogliere gli esuli. E poi le notizie interne di Arturo Vigini presidente delle Associazione delle Comunità Istriane, Ruggero Rovatti, fondatore della Voce Giuliana, Silvio Delbello, presidente dell’Unione degli Istriani. È stata presentata infine l’informatizzazione del giornale: tutte le annate sono visibili su un sistema  informatico che permette, oltre alla tradizionale lettura e consultazione in formato cartaceo, una ricerca delle migliaia di articoli e dati d’ogni tipo, in tempi strettissimi. Attualmente la versione digitalizzata si può consultare solo in loco, nella sede dell’Associazione in via Belpoggio 29/1, aperta al pubblico. Fra breve il database della Nuova Voce Giuliana sarà inserito sul sito internet di prossima apertura e accessibile a tutto il mondo. La mostra resta aperta fino al 15 novembre.

La manifestazione è continuata nel Teatro Ariston, in presenza delle autorità: il Sindaco Roberto Dipiazza, il dott.Giardina in rappresentanza del Prefetto Balsamo, i consiglieri regionali, Sandra Savino, Sergio Lupieri e Piero Camber, gli assessori comunali Michele Lobianco, Paolo Rovis, Massimo Greco, i consiglieri comunali: Raffaella Del Punta, Roberto Sasco, Renzo Codarin, Presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati, Renzo de’Vidovich, in rappresentanza dei Dalmati italiani nel mondo, Fabio Forti, Predidente dei Volontari della Libertà, Emilio Felluga, Presidente di Isola Nostra, Dario Rinaldi in rappresentanza dei Giuliani nel Mondo e numerosi rappresentanti delle varie Fameie e Comunità di Esuli.

Nell’aprire la manifestazione, il Presidente dell’Associazione delle Comunità istriane, Lorenzo Rovis, ha illustrato brevemente la storia della Voce Giuliana.

“La Voce Giuliana ha accompagnato il popolo dell’esodo nelle sue traversie – ha detto -, ha registrato puntualmente gli avvenimenti politici che maggiormente hanno influito sul loro destino ed ha seguito ogni attività promossa dalle varie realtà del mondo dell’esodo. E’ un grande libro ed una fonte ricchissima di notizie, di documenti, di fotografie, di cronache che possono soddisfare il lettore comune, ma anche il ricercatore più esigente. L’arco temporale dei 50 anni, è stato un lungo percorso iniziato nel primissimo dopoguerra quando sorse il Comitato di Liberazione Nazionale dell’Istria che diffondeva le proprie idealità e notizie avvalendosi di pochi fogli pubblicati in clandestinità, dai quali emerge tutta la passione e la tensione nazionale dei giuliano-dalmati colpiti dalle tragedie abbattutesi sulle nostre terre. In quel difficile periodo – continua Rovis, – le informazioni erano limitate a scarsi bollettini ciclostilati”.

Nel corso del tempo il giornale è cambiato nel formato, nell’impaginazione, ma ieri come oggi, ha mantenuto sempre il ruolo di testimone dei valori positivi delle genti giuliane, “di quei valori – ha concluso Rovis – che troviamo nella nostra storia, nel  nostro vissuto di ogni giorno. Come per gli individui anche per le organizzazioni e le associazioni, così pure per  i giornali, il passato conta in funzione del presente e più ancora del futuro. “Voce Giuliana” rappresenta l’essenza dell’Associazione delle Comunità Istriane ed è la nostra attività più impegnativa sia come coinvolgimento umano, sia come costo economico”.

Sono intervenuti, in seguito, Alessandra Norbedo, segretaria della Comunità di Pinguente e giornalista de La Nuova Voce Giuliana, Pietro Parentin, Sergio Tommasi ed il Sindaco, Roberto Dipiazza. La manifestazione si è conclusa con il concerto del Coro delle Comunità istriane, diretto dal maestro Davide Chersicla, voce solista Paolo Venier.

Daria Garbin