Chiara Vigini: l’abbandono di Pirano (Il Piccolo 10 dic)

LETTERE

Ho letto alcuni giorni fa la lettera del sig. Marino Trani in cui accenna alla sua Pirano e all’ambiente che vi aveva trovato, tornato dal lager, alla fine della guerra. Il clima era stato reso cupo e invivibile dalla comparsa dell’esercito jugoslavo, tanto da far decidere per l’abbandono lui e quasi tutti i piranesi, nel giro di pochi anni. Come a Pirano, così è avvenuto in decine e decine di grandi e piccoli paesi dell’Istria che si sono letteralmente svuotati, perché violentati e umiliati dal regime, come sottolinea il sig. Trani.

Sarebbe bello se ora anche qualche nostro concittadino, magari sloveno, riconoscesse che questa è la verità, perché fuori da un certo ristretto ambiente non sembra ancora esserci considerazione di ciò. Secondo me è l’ora di parlarne, non certo per recriminare o attizzare rancori, bensì perché le genti di queste nostre terre – italiani, sloveni, croati – possano considerarsi finalmente con reciproco rispetto e compassione per aver dovuto subire le vicende di quel ’900 che qui è stato particolarmente duro e crudele con tutti. Questo ci consentirebbe anche di guardare con maggior fiducia al futuro dei nostri giovani.

Chiara Vigini