I 90 anni di Fertilia, la città di fondazione che accolse gli esuli giuliano-dalmati

08.03.2026 – Nel segno della memoria e dell’identità di una comunità nata dall’incontro tra storie diverse ma unite dalla volontà di ricominciare. Con una cerimonia partecipata al teatro comunale “Gavino Ballero” di Alghero, si sono tenute nel tardo pomeriggio di ieri la prima parte delle celebrazioni per il novantesimo anniversario della fondazione della cittadina frazione della cittadina algherese.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Alghero con la Presidenza del Consiglio dei ministri, ha dato il via a una due giorni dedicata alla storia della città di fondazione e alla memoria della comunità che, a partire dal secondo dopoguerra, accolse centinaia di esuli giuliano-dalmati.

Alla cerimonia ha preso parte anche la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Elvira Calderone, figlia e nipote di esuli istriani, che ha ricordato il valore simbolico di Fertilia nella storia dell’accoglienza e della ricostruzione del Paese. Presenti tra le autorità il sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto, il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, gli ex presidenti del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti e di quello del Friuli Venezia Giulia Piero Mauro Zanin. Per l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e FederEsuli presente il presidente Renzo Codarin. Per la Regione Sardegna è intervenuta l’assessora al Lavoro e alla cooperazione sociale Desiré Manca. Hanno partecipato inoltre il vescovo della diocesi di Alghero‑Bosa Mauro Maria Morfino e il prefetto di Sassari, Grazia La Fauci. Sono giunti anche i messaggi di saluto del ministro della Difesa Guido Crosetto e del presidente della Regione Fvg Massimiliano Fedriga. Per la comunità italiana in Istria presente il componente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana Dyego Tuljak.

Ad aprire la serata è stato l’intervento di Mauro Manca dell’Anvgd di Fertilia, che ha ripercorso brevemente le tappe della storia della città: dalla posa della prima pietra nel 1936 alla trasformazione, nel secondo dopoguerra, in uno dei principali centri di accoglienza per le famiglie giuliano-dalmate costrette ad abbandonare le loro terre. Nel corso della cerimonia, insieme ai rappresentanti delle amministrazioni presenti, sono stati premiati donne e uomini della comunità, eredi di quelle famiglie che dal 1947 contribuirono a costruire la storia di Fertilia.

«In questa importante ricorrenza – ha sottolineato il sindaco Raimondo Cacciotto – raggiungiamo un traguardo che appartiene alla storia ed è frutto di una memoria condivisa, dove si intrecciano vicende personali e collettive. Novant’anni fa venne posta la prima pietra di quella che sarebbe diventata una comunità straordinaria. Dopo la guerra arrivarono gli esuli giuliano-dalmati, persone che avevano perso tutto ma non la voglia di ricominciare. Alghero ha accompagnato Fertilia nel suo sviluppo e le differenze sono diventate una ricchezza».

Anche l’assessora regionale Desiré Manca ha evidenziato l’importanza di custodire questa eredità: «Viviamo in un periodo storico particolare e momenti come quello di oggi sono fondamentali per ricordare una storia fatta di sacrifici, speranza e integrazione. Celebrare Fertilia significa anche riflettere su quale memoria vogliamo trasmettere alle nuove generazioni».

Particolarmente sentito l’intervento della ministra Marina Elvira Calderone, che ha richiamato la propria storia familiare. «Fertilia rappresenta la storia di una comunità che ha saputo ricostruirsi dopo le tragedie della guerra. La Sardegna ha saputo accogliere e abbracciare le popolazioni esuli provenienti dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia, ma anche i lavoratori veneti impegnati nelle bonifiche. Dopo l’abbandono delle proprie terre, ritrovare e piantare nuove radici qui è stato un segno di rinascita. Per me, figlia e nipote di esuli istriani, questa è anche una storia profondamente personale».

La serata inaugurale è stata accompagnata da momenti musicali e dal riconoscimento a sei donne simbolo della comunità, figure che con il loro impegno civile, sociale e culturale hanno contribuito alla crescita di Fertilia. Un tributo che ha aperto ufficialmente le celebrazioni per i novant’anni della città, testimone di una storia di fondazione, accoglienza e identità che continua ancora oggi.

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