Capodistria: festa slovena per il Trattato di Pace (Il Piccolo 16 set)

CAPODISTRIA Con una festa all'aperto trasmessa in diretta dalla Tv nazionale, la Slovenia ha celebrato, domenica sera a Capodistria, i 61 anni dell'entrata in vigore del Trattato di pace di Parigi e l'annessione di gran parte del Litorale sloveno (a parte la zona B del territorio libero di Trieste, che sarebbe stata annessa alla Jugoslavia nel 1954) alla «madre patria». Di fronte a circa duemila persone, tra cui il presidente della Repubblica Danilo Türk, l'ex capo dello Stato Milan Kucan, il presidente del Parlamento France Cukjati e numerosi ministri – ma nessun rappresentante della minoranza italiana, che già al momento dell'istituzione della Giornata celebrativa dell'annessione del Litorale alla Slovenia, qualche anno fa, si era detta critica nei confronti di questa festa – il discorso celebrativo è stato pronunciato dal premier Janez Jansa.

Gli sloveni del Litorale, ha voluto ricordare Jansa, hanno sofferto tantissimo durante il ventennio fascista, per cui da queste parti si è formata una chiara percezione del fascismo come male supremo per cui la popolazione è rimasta unita nel combatterlo e non si è scatenata alcuna guerra fratricida. Nel suo intervento, Jansa ha parlato anche del confine non ancora definito con la Croazia, ricordando quello che la Slovenia considera un «debito storico» di Zagabria nei confronti di Lubiana. Quando dopo la Seconda guerra mondiale sono stati stabiliti i nuovi confini degli Stati, la Croazia ha riavuto l'intero suo territorio e tutto il suo mare, e il prezzo di quegli accordi è stato pagato, ha ribadito Jansa, soltanto dagli sloveni, che in decine di migliaia sono rimasti fuori dai confini nazionali. «Per questo motivo la Slovenia insisterà – ha ribadito il premier, meritandosi applausi a scena aperta – affinchè nella definizione del confine marittimo tra Slovenia e Croazia si tenga conto non soltanto della situazione in data 25 giugno 1991 (data della proclamazione dell'indipendenza dei due Paesi), ma anche del principio di equità. Siamo stati troppo penalizzati dalla storia per cedere su questo punto».

Parte del suo discorso era chiaramente rivolto alle prossime elezioni. Jansa ha sfruttato l'occasione per ricordare i progressi economici compiuti nell'ultimo decennio. Nei prossimi tre anni, si è detto convinto Jansa, le paghe e le pensioni in Slovenia avranno raggiunto la media europea. Parte della festa si è svolta in mare, per simboleggiare il collegamento con gli sloveni che vivono in Italia e con i quali si condivide lo stesso «spazio culturale sloveno». Alla cerimonia era presente anche il sindaco di Capodistria Boris Popovic.