02.06.2026 – Mercoledì 3 giugno alle ore 17:00 presso la sede del Comitato provinciale di Milano dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (via Duccio di Boninsegna, 21-23 – zona “Pagano” e “Buonarroti” – Metropolitana 1 Rossa) si svolgerà il consueto incontro settimanale che avrà stavolta per argomento “Aprile 1941, attacco alla Jugoslavia, la storia non raccontata”.
«Parleremo dei retroscena che indussero le forze dell’asse ad invadere, il 6 aprile 1941, la Jugoslavia, cercando di fornire una lettura diversa dalla narrazione ufficiale – spiega Claudio Giraldi, presidente dell’ANVGD Milano – L’antefatto, volutamente ignorato, riguarda l’accettazione dell’adesione, nel marzo del ’41, del regno di Jugoslavia, al Patto tripartito. Apparentemente sembrava cosa fatta, o almeno così pareva. Però solo due giorni dopo questo annuncio, un colpo di stato organizzato dai Servizi segreti Britannici, portò al potere la fazione formata dai politici ostili all’Asse, rovesciando il governo legittimo. Il reggente, principe Pavel Karageorgević, veniva esautorato e i poteri sovrani vennero assunti da Pietro II, non ancora maggiorenne, affiancato dal generale Dušan Simović che ordinò la mobilitazione generale».
Nel paese però non tutti risposero all’appello: in Croazia solo la metà dei richiamati si presentò nelle caserme, e il partito comunista clandestino boicottò la chiamata alle armi, dato che la Germania era firmataria del patto di non aggressione con l’Unione Sovietica. I comunisti avrebbero preso le armi solo nel giugno 1941, dopo l’invasione tedesca dell’URSS.
La Jugoslavia divenne pertanto, per le forze dell’Asse, un obiettivo da colpire e neutralizzare. L’invasione, cui presero parte oltre ai tedeschi e agli italiani anche i bulgari e gli ungheresi, iniziò il 6 aprile. Il 10 aprile due armate croate si ammutinarono, passando dalla parte dei tedeschi e degli italiani. Solo le unità serbe cercarono di opporsi all’avanzata nemica e una parte di questi reparti, dopo il disfacimento delle forze jugoslave, organizzò il movimento di resistenza dei cetnici. La campagna jugoslava si concluse in meno di due settimane; l’esercito jugoslavo venne travolto dalle colonne tedesche penetrate sia dalla frontiera settentrionale che dalla Romania e dall’avanzata dei reparti italiani lungo la costa adriatica. Tutto ebbe termine il 18 aprile 1941 con la resa incondizionata dell’esercito jugoslavo.

