Anvgd Gorizia, pronti al futuro tramandando il passato

Dopo tanti mesi di conferenze on line – per permettere ai soci e alla cittadinanza di assistere pur restando a casa alle varie attività culturali – sono ripresi gli incontri organizzati dal comitato provinciale di Gorizia dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, l’Associazione che rappresenta gli italiani fuggiti dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia al termine della Seconda guerra mondiale a seguito delle violenze messe in atto dalle milizie jugoslave.

 E’ stata una bella esperienza per tutti incontrarsi nuovamente, anche se con un numero limitato di persone, nel pieno rispetto delle normative anti-covid. Non essendo possibile utilizzare la sede dell’Associazione, i recenti incontri sono stati ospitati nella sala dell’Oratorio della Parrocchia Madonna della Misericordia, in Campagnuzza. Un ritorno a casa, come ha sottolineato il parroco don Fulvio Marcioni al momento di accogliere relatori e pubblico in quello che un tempo era il ‘’Villaggio dell’esule”, costruito nel 1950 per gli esuli giuliani, fiumani e  dalmati.

Nella prima settimana di giugno sono stati così presentati

“L’eredità del Leone, dal Trattato di Campoformio (1797) alla Prima Guerra Mondiale (1918)” del dott. Flavio Fiorentin, in collaborazione con l’ANVGD di Udine (introduzione a cura di Rita De Luca, Elio Varutti e Mauro Tonino)

Nella foto: presentazione de “L’eredità del Leone” – da sinistra Rita De Luca e Maria Grazia Ziberna (ANVGD Gorizia) Elio Varutti, Flavio Fiorentin e Mauro Tonino (ANVGD Udine)       

“Il Seminario Centrale di Gorizia dalla Restaurazione alla Prima Guerra Mondiale’’ di Ivan Portelli, presidente dell’Istituto di Storia sociale e religiosa di Gorizia, e “Il Vescovo Antonio Santin e la tutela dei diritti umani nella Venezia Giulia” di mons. Ettore Malnati, vicario episcopale per il laicato e la cultura della diocesi di Trieste, segretario per dieci anni del vescovo Santin. 

Il presule svolse un ruolo fondamentale a Trieste durante la drammatica transizione dalla spietata presenza militare tedesca all’occupazione dell’esercito jugoslavo durante i Quaranta giorni del maggio-giugno 1945, caratterizzati da deportazioni e uccisioni nelle foibe.

Introdotti dalla presidente prof.ssa M.Grazia Ziberna – che ha trattato le figure di don Angelo Tarticchio, e dei giovani beati don Francesco Bonifacio e don Miroslav Bulesic, sacerdoti istriani che avevano studiato nel seminario di Gorizia, assassinati in Istria in odium fidei  – sono stati gli stessi autori a presentare le loro opere, alla presenza di un pubblico attento e partecipe.

Come tutte le presentazioni di quest’anno, anche queste sono parte del progetto “I giovani sulle tracce della memoria. Conoscere per ricordare – Storia del confine orientale” che ha il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune e della Prefettura di Gorizia, oltre che della UIL Scuola e dell’Istituto per la Ricerca Accademica Sociale ed Educativa (IRASE).

A causa delle limitazioni imposte dal Covid, tutte le presentazioni sono state registrate, e pertanto anche chi non ha potuto assistervi di persona potrà vederle sul canale youtube   dell’ANVGD  di Gorizia : http://www.youtube.com/channel/UC5_CQ5di9TW5Tbajr30zQtw 

L’attività di quest’anno era iniziata il 10 febbraio, solennità nazionale del Giorno del Ricordo, con una cerimonia organizzata dall’ANVGD insieme alla Lega Nazionale 1891 (Sezione di Gorizia) con il patrocino della Prefettura di Gorizia e del Comune di Gorizia, alla presenza delle sole Autorità, davanti alla statua bronzea di Augusto, in Largo Martiri delle Foibe. Nella mattinata aveva avuto luogo la cerimonia di conferimento da parte del Prefetto di Gorizia, dott. Massimo Marchesiello, degli speciali riconoscimenti a sei insigniti residenti nella nostra provincia, discendenti delle vittime delle foibe.

La presidente aveva poi svolto una conferenza sul Giorno del Ricordo e la storia del confine orientale, rivolta agli studenti delle scuole Medie e Superiori di Gorizia, nell’ambito del progetto “I giovani sulle tracce della memoria”, registrata nell’Aula Magna della Scuola Media “Ascoli” di Gorizia. Nell’ultima parte dell’incontro gli allievi della classe II C della scuola media “Ascoli”, insieme alla loro insegnante, prof.ssa Barbara Sturmar, hanno presentato il lavoro “Ricette di vita – Lidia Bastianich, da Pola a New York”, con il quale hanno vinto il Primo premio del Concorso Nazionale “10 febbraio”, organizzato dal Ministero dell’Istruzione con la collaborazione delle Associazioni degli esuli.

 Il filmato della premiazione, andato in onda sulla rete nazionale in occasione della cerimonia ufficiale del 10 Febbraio, è qui visibile

mentre la conferenza si può seguire sul sito della scuola Ascoli 

https://sites.google.com/gorizia1.it/icgorizia1/ultime-notizie/giorno-del-ricordo

                Nei mesi successivi la presidente prof.ssa Ziberna ha svolto ulteriori conferenze con alcune centinaia di studenti di Gorizia, della scuola media ‘’V.Locchi’’ e dell’ISIS “Galilei – Fermi- Pacassi’’, mentre nella scuola Media “Marco Polo” di Grado è stata la responsabile della delegazione locale, Alda Devescovi, ad incontrare i ragazzi, assieme all’esule rovignese  Francesco Tromba, che a 9 anni perse il padre, infoibato a Vines, nel 1943.

Le attività sono proseguite come ogni anno con una serie di presentazioni di libri sulle tematiche legate a vari aspetti della storia del confine orientale, visibili  sul canale youtube http://www.youtube.com/channel/UC5_CQ5di9TW5Tbajr30zQtw 

Questi i testi presentati, in presenza degli autori :   

‘’Occhi mediterranei’’

Introdotti dalla presidente prof. ssa Ziberna- che ha illustrato gli argomenti trattati attraverso cartine geografiche e immagini, al fine di consentire anche agli studenti di poter seguire con facilità –  sono stati gli stessi autori, Christophe Palomar di origini italo-spagnole, Rosanna Turcinovich Giuricin istriana, e Dario Fertilio, di origine dalmata, figli di più culture, a presentare questo testo che disegna la complessità e il fascino  delle culture del Mediterraneo.

‘’Tutto ciò che vidi- parla Maria Pasquinelli : 1943-1945 Fosse comuni, foibe, mare “

Le pagine di quest’opera, scritta  dalle giornaliste Rosanna Turcinovich Giuricin e Rosanna Poletti, sono basate su documenti e relazioni originali consegnati alle autrici da Maria Pasquinelli, la donna che nel febbraio del ’47 uccise a Pola con tre colpi di pistola il generale inglese De Winton.

Ci incontreremo ancora – ricordi di Pasquale Corcione, sommergibilista italiano della Seconda guerra mondiale

Introdotto dalla presidente prof.ssa Ziberna, in collaborazione con l’Associazione Marinai d’Italia, l’autore, Ivano Tiveron, ci ha narrato l’esperienza del giovane sommergibilista “silurista” Pasquale Corcione di Boscotrecase (NA) e dei suoi commilitoni. Fra il 1940 e il 1943, 86 furono i sommergibili inabissati e più di tremila i giovani rimasti sul fondo del mare.

Sono intervenuti l’esule polesano Lino Vivoda e il prof. Enrico Cernigoi, dell’ANMI di Monfalcone, storico ed esperto di storia militare.

“La città di vita cento anni dopo – Fiume, D’Annunzio, e il lungo Novecento adriatico

Introdotti dalla presidente prof.ssa Ziberna, sono stati il dott. Lorenzo Salimbeni, il prof. avv. Davide Rossi, docente all’Università di Trieste e il magistrato dott. Giovanni Zucchini, docente alla Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali dell’Università di Milano, a presentarci il corposo testo, costituito dagli Atti del convegno che si è svolto a Gorizia il 27-28 giugno 2019.

“Il territorio Adriatico: Orizzonte storico, geografia del paesaggio, aspetti  economici, giuridici  e artistici. “

Sono stati il prof. avv. Giuseppe de Vergottini, docente all’Università di Bologna, Presidente dell’associazione culturale Coordinamento Adriatico APS e della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati, l’architetto Emanuele Bugli e l’avv. Davide Lo Presti a presentarci questo testo in tre volumi dal taglio multidisciplinare.

Infine, in collaborazione con l’Associazione Grado Teatro, lo spettacolo teatraleI mamuli del ’23”, di Giovanni Marchesan Stiata con Giorgio Amodeo, Fulvio Clemente, Ornella Dovier, Stefano Gaddi, Lucia Macor e Tullio Svettini- regia di Giorgio Amodeo e Tullio Svettini, musiche di Ferruccio Tognon e Marta Chiusso, eseguite dalla stessa Marta Chiusso al pianoforte e da Violetta Grigolon al violino.

La vicenda si svolge nel 1951 in un’osteria di Grado : un uomo, ritornato nella cittadina dopo tanti anni, riconosciuto tra i presenti  il suo vecchio maestro  chiede informazioni su alcuni suoi coetanei. Attraverso la rievocazione delle loro storie apprendiamo fatti e aspetti di quegli anni dolorosi, venendo poi a sapere che quei giovani sono morti in guerra. Momenti di particolare commozione si alternano a gustosi quadretti in vernacolo che coincidono con la lettura di alcune liriche in dialetto di Marchesan.

Un’altra significativa produzione “in proprio” del gruppo gradese, che da anni ha intrapreso con successo la strada del recupero delle tradizioni e della storia della comunità lagunare.

I prossimi appuntamenti per soci e simpatizzanti saranno un incontro conviviale alla fine di agosto, e poi un impegno che deriva dalla constatazione che i turisti che visitano la nostra città – ma anche qualche goriziano – non sanno spiegarsi la presenza della statua bronzea di Augusto in Largo Martiri delle foibe, non immaginando che provenga da Pola. Verrà quindi proposta la realizzazione di una targa in italiano, sloveno, tedesco e inglese per spiegare in modo molto sintetico dove era collocata in origine e come sia arrivata a Gorizia, e di un’altra targa in Campagnuzza, in piazza Fiume, che sintetizzi la storia del “villaggio dell’esule”.

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L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, nata nel 1947,  rappresenta gli italiani fuggiti dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia al termine della Seconda guerra mondiale sotto la spinta delle violenze operate dalle milizie jugoslave, che provocarono l’esodo di quasi 350.000 persone e la morte violenta di migliaia di innocenti. L’ANVGD è stata il primo sodalizio di carattere nazionale sorto per raccordare e organizzare i profughi provenienti dai territori che il Trattato di pace del 10 febbraio 1947 aveva ceduto alla ex Jugoslavia o assegnato alla Zona B del Territorio libero di Trieste. L’obiettivo dell’Associazione è sempre stato quello di mantenere uniti gli esuli attraverso le attività assistenziali e culturali, la celebrazione delle festività civili e religiose, la partecipazione e l’organizzazione di convegni di studio e di conferenze. L’attività è costantemente promossa in collaborazione con le amministrazioni dello Stato, gli enti locali, le università, le scuole, le associazioni combattentistiche e d’arma e le istituzioni culturali.

Fonte: iMagazine aprile-giugno 2021

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