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Antonio Borme, un esempio da ricordare (Voce del Popolo 07 ago)

ROVIGNO – La Comunità Nazionale Italiana ha commemorato ieri, nel cimitero di Rovigno, il professor Antonio Borme, uno dei principali artefici della rinascita della CNI in Croazia e Slovenia e primo presidente della nuova Unione Italiana, nata nel 1991. Nella ricorrenza del 20.esimo anniversario della scomparsa dell’amato professore, la Comunità degli Italiani di Rovigno e l’Unione Italiana hanno reso omaggio alla sua figura. Alle ore 9, in presenza dei familiari, una delegazione della CI di Rovigno, a nome di tutte le istituzioni locali della CNI, ha deposto un omaggio floreale sulla sua tomba. Presenti alla cerimonia il presidente della CI, Gianclaudio Pellizzer, la vicepresidente della Regione Istriana, Viviana Benussi, il vicepresidente dell’Assemblea della Regione Istriana, Silvio Brunelli, il vicesindaco, Marino Budicin, la presidente del Comitato esecutivo del sodalizio, Cinzia Ivančić, la direttrice della SEI “Bernardo Benussi”, Gianfranca Šuran, la direttrice della Scuola Media Superiore Italiana di Rovigno, Ines Venier, il membro della Giunta esecutiva dell’UI, Daniele Suman, il direttore del Centro di ricerche storiche di Rovigno, Giovanni Radossi, e diversi consiglieri municipali nonché attivisti della CI di Rovigno.
Alle ore 10 a rendere omaggio al sepolcro di Borme è stata una delegazione dell’Unione Italiana formata dal presidente dell’UI, Furio Radin, dal presidente della Giunta esecutiva dell’UI, Maurizio Tremul, dalla presidente dell’Assemblea dell’UI, Floriana Bassanese Radin, dal membro della Giunta esecutiva dell’UI Daniele Suman, dal direttore del Centro di ricerche storiche di Rovigno, Giovanni Radossi. Presenti pure diversi consiglieri dell’Assemblea dell’Unione Italiana e i rappresentati delle Comunità degli Italiani di Pola, Salvore, Abbazia e Umago.

Una vita dedicata alla CNI

Un commosso Gianclaudio Pellizzer, che è legato alla famiglia Borme da un forte legame di amicizia, ha ricordato la vita del professore, che nacque a Trieste il 20 gennaio 1921 e che, dopo aver conseguito la laurea in letteratura all’Università di Padova, nel 1945 venne nominato direttore del Ginnasio italiano di Rovigno. In quegli stessi anni ricoprì anche la funzione di assessore all’Istruzione ed alla Cultura del Comitato Popolare di Liberazione della città di Rovigno. Dal 1946 al 1952 fu ispettore per le scuole italiane nella Zona B del territorio Libero di Trieste e nel 1948 fu eletto membro dell’Unione degli Italiani dell’Istria e di Fiume (UIIF) nel cui ambito, negli anni successivi, fu particolarmente attivo per l’affermazione dei diritti civili della componente italiana sul territorio del proprio insediamento storico. Dai documenti d’archivio, che nel 1949 documentano la nascita e la fase iniziale di sviluppo del Comitato esecutivo del neocostituito Circolo Italiano di Cultura di Rovigno, risulta che fu proprio Borme a ricoprire la carica di primo presidente per un biennio. Nel 1952 fu nominato presidente della Commissione scolastica dell’UIIF e l’anno successivo, nel 1953, fu eletto presidente della stessa. Nel 1961 organizzò i primi corsi e seminari di educazione professionale per i docenti delle scuole italiane della Croazia e le prime conferenze di docenti, professori ed esperti di Università italiane. Lo stesso anno istituì il reparto di italianistica presso l’Accademia di pedagogia di Pola, dove insegnò fino al 1982. Nel 1964 fu tra i promotori della collaborazione dell’UIIF con l’Università Popolare di Trieste. Sotto la sua guida, che si concluse con il pensionamento nel 1978, il Ginnasio rovignese divenne un punto di riferimento per gli studenti istriani, sia italiani sia croati.

Le vicende politiche

Nel 1974 fu destituito da tutte le cariche politiche a causa della sua posizione a difesa dell’autonomia dell’UIIF, del bilinguismo e della promozione dei diritti della Comunità Nazionale Italiana dell’Istria e di Fiume. Visti i mutamenti sociali e politici ed il fervore che contraddistinsero la Comunità Nazionale Italiana nel 1988, ritenne opportuno includersi nuovamente nella vita sociale e politica della CNI, entrando nelle file dei riformatori della stessa. Fu uno dei fondatori del Movimento della Costituente e contribuì notevolmente al processo di rinnovamento democratico dal quale nacque una nuova istituzione nazionale italiana, l’“Unione Italiana”, quale evoluzione dell’UIIF di allora. Nel 1991, alle prime libere e democratiche elezioni per il nuovo organismo politico della CNI di Slovenia e Croazia, fu eletto presidente dell’Assemblea della neo costituita Unione Italiana e ricoprì la carica fino alla sua prematura scomparsa, il 6 agosto 1992. Scrisse diversi saggi e studi sul bilinguismo, sulla problematica scolastica e su argomenti di particolare riguardo per la CNI e per la sua organizzazione madre. Fu l’autore, inoltre, della Grammatica della lingua italiana, di cui furono pubblicate ben 5 edizioni.

Una guida spirituale e un raffinato intellettuale

Pellizzer ha sottolineato che Borme fu una vera guida spirituale per tutti gli italiani rimasti, un raffinato intellettuale dai principi molto chiari, uno strenuo combattente per i diritti civili di una popolazione che traumatizzata dagli eventi bellici e postbellici si era vista trasformare da maggioranza a minoranza. “Tante furono le ore, i pomeriggi e anche le notti trascorse a lavorare per il bene della CNI – ha concluso Pellizzer –. Per chi lo ha conosciuto fu una vera guida, una persona onesta e da esempio per tutti e lo voglio ricordare a bordo della sua bellissima barca, leggera come una foglia mentre approdava alla sua amata isola di Pirusi”. La Celebrazione della CI di Rovigno si è conclusa con l’esibizione dei coristi della SAC Marco Garbin, che hanno intonato la toccante aria da nuoto “Guarda che notte placida”. Tutti i presenti hanno poi rinnovato le più sentite condoglianze alla moglie Mafalda, alla figlia Miriam e al figlio Pinuccio e alle rispettive famiglie.

Battaglie culturali

Nel suo intervento Furio Radin ha ricordato quanto Borme sia stato una figura di riferimento sia nei primi anni ’90 sia nel periodo dell’ex Jugoslavia, quando Borme fu vittima dell’epurazione del partito diventando già da vivo un mito per tutta la CNI. “Ha dovuto combattere contro una situazione molto difficile – ha aggiunto Radin –. Per quel riequilibrio delle culture che hanno fatto parte di queste terre, per riaffermare i valori italiani sempre nel rispetto della convivenza e della solidarietà con tutte le componenti nazionali del territorio. Borme aveva capito che l’Istria e gli altri territori d’insediamento storico non si potevano e non si possono considerare complete senza tutte le sue parti”. Il presidente dell’Unione Italiana ha concluso il suo intervento sottolineando che la figura di Borme è un patrimonio comune di tutta la CNI.
Al termine della cerimonia, tornando con il pensiero ai primi anni ‘90, conversando con i giornalisti il presidente della Giunta esecutiva dell’UI, Maurizio Tremul, ha ricordato: “Ciò che ha caratterizzato quel periodo e l’azione del prof. Borme è stato l’indirizzo morale che egli ha dato all’Unione italiana”.

 

Sandro Petruz su “La Voce del Popolo” del 7 agosto 2012


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