Ansa – 201207 – Schengen: Gorizia come Berlino 18 anni dopo

CADE L'ULTIMO CONFINE, DOPO 60 ANNI LA CITTA' DI NUOVO UNITA (di Giulio Benedetti) (ANSA) – GORIZIA, 20 DIC – Si chiude stanotte definitivamente per Gorizia una pagina aperta 60 anni fa quando, dopo la firma del Trattato di Parigi, il 10 febbraio 1947, la città fu divisa in due da un reticolato metallico che lasciò la sua periferia orientale in quella che allora era la Jugoslavia. Il 16 settembre dello stesso anno le truppe italiane del 114/mo Fanteria entravano a Gorizia ma la città sarebbe rimasta mutilata. Il "muro" che faceva del capoluogo isontino una 'piccola Berlino' è stato rimosso già nel 2004 con l'ingresso della Slovenia nell'Ue ma ora, con l'integrazione della Repubblica nell'area Schengen, 18 anni dopo la caduta del 'Muro di Berlino', non sarà più necessario transitare per i valichi per passare da una parte all'altra della città, sempre più integrata anche in numerosi servizi transfrontalieri. Quello di Gorizia è stato un confine che, per decenni, ha diviso la città nella vita e anche nella morte. Molti contadini si erano ritrovati ad avere la casa in Italia e i campi in Jugoslavia e anche i cimiteri vennero divisi dalla nuova linea 'Morgan', con le tombe di famiglie lontane dalle case, "divise" anche da un Lasciapassare. Un confine disegnato a tavolino, dai trattati delle Cancellerie, che avevano spezzato anche le case dai cortili, le stalle dalle fattorie e persino la stazione ferroviaria di Piazza della Transalpina: da una parte il treno, dall'altra i viaggiatori e le loro case. Una cesura ancora più simbolica visto che era proprio la linea Transalpina che dall'inizio del secolo collegava la città con la Slovenia e Vienna, quando facevano parte tutte di un unico regno: quello austroungarico. Nel 2004 è stato proprio l'abbattimento della rete della Transalpina a simboleggiare l'allargamento dell'Unione Europea con l'allora presidente della Commissione Europea, Romano Prodi, che, la notte del primo maggio, diede la picconata decisiva all'ultimo frammento di muro. Ora al posto di quella rete c'é un grande mosaico "della Nuova Europa" di circa 18 metri di diametro e da mezzanotte barriere e documenti non saranno che un ricordo: da una parte all'altra della piazza, come lungo tutti i 280 chilometri della frontiera nordorientale fra Italia e Slovenia, si potrà transitare liberamente. Questa sera alla Transalpina sarà l'accensione di un unico, grande albero di Natale, il gesto simbolico con il quale i due sindaci, Ettore Romoli e Mirko Brulc, condivideranno la festa di una città riunita, prima di recarsi nel valico del centro città, quello della Casa Rossa, per alzare per l' ultima volta la sbarra della frontiera. L'integrazione pratica fra le due parti della città è comunque un percorso iniziato da tempo. Ora Gorizia e Nova Gorica sono collegate da una linea urbana transfrontaliera ed è ormai consolidato il lavoro di un tavolo di collaborazione permanente fra i due Comuni e quello di Senpeter-Vrtobja, che si sta occupando anche dell'armonizzazione in campo urbanistico.(ANSA).