Ansa – 130308 – Barroso: Croazia in UE nel 2010

(ANSA) – BRUXELLES, 13 MAR – La Croazia rinuncia a imporre il divieto di pesca nel nord dell'Adriatico e l'Unione europea le tende la mano, con promessa di accelerare i negoziati di adesione che potrebbero terminare nel 2009 e fare di Zagabria nel 2010 il 28/mo Stato membro dell'Ue. La partita tra Ue e Croazia sulla zona ecologica di pesca (Zerp), che aveva rallentato le trattative in corso con Bruxelles, si è chiusa stamani con l'annuncio del presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso dopo l'incontro con il premier croato Ivo Sanader. "La questione della Zerp è ufficialmente conclusa – ha detto Barroso – e ora il negoziato di adesione andrà avanti secondo una scaletta che potrebbe portare alla chiusura dei negoziati nel 2009, auspicabilmente prima della scadenza del mandato dell'attuale Commissione". Non è stato semplice per il Paese candidato fare marcia indietro e rinunciare all'applicazione della Zerp nella zona di Jabuka Pomo Pit, un'area di 23.870 km2 delicata dal punto di vista della pesca per la scarsità degli stock ittici. "Il Governo ha tenuto una riunione ieri, fino a tarda notte, e ha preso la giusta decisione di rinunciare alla zona di pesca protetta perché la priorità per la Croazia è il processo di adesione all'Ue", ha detto Sanader. Il Parlamento ha votato questa mattina il decreto di rinuncia alla Zerp, con 77 voti a favore su 153 parlamentari. La controversia sulla pesca aveva rallentato i negoziati avviati nell'ottobre del 2005: la Croazia aveva deciso, a partire da quest'anno, di estendere il divieto di pesca nella zona protetta anche ad Italia e Slovenia che fino a oggi godevano di un esonero grazie a un accordo politico siglato nel 2004. Per le autorità croate lo sfruttamento italo-sloveno aveva ridotto all'osso le riserve di pesce. Ma Bruxelles, anche in seguito alle sollecitazioni di Roma e Lubiana, aveva messo in guardia più volte Zagabria dal venire meno all'impegno preso, soprattutto senza il consenso degli Stati Ue, ed aveva invitato a "trovare una soluzione con spirito europeo". La Croazia, salvo colpi di scena, ha ora davanti a sé un percorso in discesa che potrebbe portarla presto a far parte dell'Unione. Zagabria dovrà quindi "fare bene i compiti", come ha detto Barroso, concentrandosi su materie come riforme economiche, sistema giudiziario e gestione dei fondi europei, che fanno parte dei 19 capitoli del trattato di adesione (composto in totale da 35 voci) che ancora devono essere aperti. (ANSA).