Ansa – 090907 – Prodi in Slovenia: incontri e dichiarazioni

(ANSA) – LUBIANA, 9 SET – "Ricordando le tragedie del passato abbiamo l'obbligo di costruire la nuova Europa". E' nel segno dell'Europa, antidoto contro le guerre che per duemila anni hanno martoriato il Vecchio Continente, che il presidente del Consiglio Romano Prodi inizia la sua visita ufficiale in Slovenia. Una visita che parte simbolicamente da Kobarid, la vecchia Caporetto, dove il 24 ottobre di novant'anni le truppe austroungariche guidate dal generale Von Below sfondarono le linee italiane sull'Isonzo, combattendo la battaglia più cruenta sulle Alpi nella prima Guerra Mondiale. A ricordare quella tragedia, una delle prime operazioni di 'blitzkrieg' nella storia, oggi c'é un museo che Prodi ha visitato accompagnato dal premier sloveno, Janez Jansa, e dal capo della diplomazia slovena Dimitri Rupel. Da quel museo, pieno di granate e fucili ma anche di misere gavette, e con un loculo che ricostruisce un pezzo di trincea, il presidente del Consiglio lancia il suo messaggio: "Abbiamo costruito l'Europa perché tragedie come quella che si è consumata a Caporetto non avvengano più. Oggi c'é un clima assolutamente pacificato. Dobbiamo capire che con l'Unione europea cancelliamo 20 secoli di tragedie intollerabili". E' per questo che, secondo Prodi, serve un'Europa sempre più forte sulla scena internazionale. Da qui l'auspicio di una celere adesione della Croazia, "in modo da creare un'area veramente unita e solidale" dove c'era la ex Jugoslavia. E, pensando ai venti di guerra il pensiero di Prodi va alla Serbia con i suoi difficili rapporti con il Kosovo. Alla Serbia, dice, "dobbiamo dimostrare che c'é un'Europa che la attende. E dobbiamo far finire una volta per tutte la tragedia della ex Jugoslavia". Il presidente del Consiglio ripone grande fiducia e solide aspettative nella Slovenia, che dal gennaio 2008 assumerà la presidenza di turno dell'Ue. "Spero – sostiene – che nel semestre portoghese che è in corso non venga cambiato sostanzialmente nulla del progetto di riforma costituzionale, cosicché nel semestre sloveno si possano attuare le decisioni prese sulla Costituzione e, ad esempio, sui progetti per la riforma della politica energetica. La Slovenia è il primo Paese dei nuovi arrivati ad assumere la presidenza Ue e le siamo tutti vicini perché abbia successo". In mattinata, il presidente del Consiglio ha incontrato a Lubiana una rappresentanza della comunità italiana in Slovenia ed in Croazia, ed ha espresso l'auspicio di una legge che tuteli "in modo indefinito, senza scadenze ed in modo non provvisorio" le minoranze linguistiche". Ed ha auspicato una alleanza dei porti dell'Adriatico che "devono lavorare insieme come fossero un unico porto o perdiamo la gara con il Nord". Da qui l'invito a "sfruttare le potenzialità straordinarie di Trieste", instaurando una "collaborazione con i porti di Fiume e Capoodistria. Le potenzialità – ha ribadito il presidente del Consiglio – ci sono tutte, e la storia ci ha regalato una grande rinascita del Mediterraneo con lo sviluppo dell'Asia. Se non ne approfittiamo – ha concluso – siamo davvero colpevoli, ma le tensioni fra i nostri Paesi non aiutano a farlo. Occorre una forma di collaborazione strettissima fra i diversi porti, altrimenti è un danno per tutti". (ANSA).