AISE – 121007 – Anche l’ANVGD lancia l’allarme-finanziaria

ROMA\ aise\ – "Che la sinistra non sappia nemmeno che cosa fa la sinistra è ormai il refrain di questo Governo". Dopo l’annuncio della conferenza stampa dell’Unione Italiana di Trieste, oggi tocca all’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia lanciare l’allarme-finanziaria sulle pensioni dei giuliano dalmati.
"L’Art. 61 del Disegno di Legge Finanziaria 2008 approvato dal Governo – denunciano dalla Presidenza – introduce una nuova interpretazione sulla perequazione della maggiorazione alle pensioni Inps spettanti ai profughi giuliano-dalmati. Tale sconcertante interpretazione conferma sic et simpliciter quanto applicato dal 1985 ad oggi dall’Inps, condannata più volte per questo suo comportamento dalla Corte di Cassazione e soccombente in tutte le centinaia di sentenze della magistratura ordinaria, che hanno in maniera univoca ritenuto un abuso il calcolo della maggiorazione praticato dall’ente di previdenza".
"Per di più – aggiungono – questo argomento è ancora sul Tavolo di Coordinamento Governo-Esuli, istituito presso la Presidenza del Consiglio il 21 febbraio scorso, che nell’incontro del 7 maggio ha accertato i termini della questione in un vertice Governo-Inps-Esuli, lasciando aperta la porta ad un successivo approfondimento. Il 10 luglio – ricordano dall’Anvgd – inoltre, un sottosegretario di questo Governo (Enrico Letta – ndr) aveva dato assicurazione alle Associazioni degli Esuli sullo studio in corso, da parte dell’Inps, in proposito al costo economico di una manovra di riconoscimento generale del diritto ai profughi, così come stabilito dalla magistratura di tutti i gradi di giudizio".
"L’Art. 61 del Disegno di Legge – sostengono dalla Presidenza dell’associazione presieduta da Lucio Toth – trova sull’argomento una inusitata soluzione, contraria a qualsiasi forma di diritto, in contrasto con quanto interpretato per anni dalla magistratura e in spregio ad ogni forma di rispetto, morale e sostanziale, nei confronti di una trattativa ancora in corso. Di fronte ad un così incomprensibile atteggiamento, se confermato nel varo definitivo della legge, la nostra Associazione non potrà che ritirare la propria delegazione dai molteplici Tavoli di trattativa col Governo, oltre ad attivare tutti i canali a sua disposizione per diffondere i contraddittori aspetti di questa vicenda, che infanga non solo il diritto di chi da 60 anni aspetta ancora giustizia, ma anche il diritto morale di chi ha sofferto per mantenere la propria identità italiana e oggi si vede discriminato, offeso e per l’ennesima volta considerato ultimo degli ultimi".
Per l’Anvgd, quella del Governo è una "presa in giro" visto che, denunciano, "cancellano la legge in forza della quale i tribunali avevano dato ragione ai pensionati. Ma esiste ancora un senso minimo dell’onore, della solidarietà sociale, dell’amor di Patria e della cognizione di vivere in uno stato di diritto? Dove si è visto mai – so chiedono ironici – uno stato che cambia una legge per imbrogliare i portatori di diritti soggettivi che questa legge riconosce in forza di sentenze della Magistratura passate in giudicato?"
"La Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani Fiumani e Dalmati – concludono – è intervenuta anche direttamente sulla Presidenza della Repubblica per sollecitare un intervento a difesa dei diritti che oggi ai nostri pensionati si vogliono negare". (aise)