Aise – 090707 – Lacota e Rocchi sui beni abbandonati

TRIESTE\ aise\ – "Parlare di numeri, senza volontà di chiudere definitivamente la questione dell’indennizzo equo, con una legge che preveda coefficienti congrui, è semplicemente umiliante". Così si esprime il presidente dell’Unione degli Istriani Libera Provincia dell’Istria in Esilio, Massimiliano Lacota, intervenendo nella polemica "squisitamente politica" fra il consigliere forzista Bruno Marini ed il Sottosegretario all'Interno, Ettore Rosato, sui presunti meriti delle liquidazioni degli acconti di indennizzo sui beni abbandonati degli esuli istriani, fiumani e dalmati.
Lacota boccia la discussione, rifiutando sterili polemiche, anche in vista della nuova riunione presso il Ministero degli Interni, che il sottosegretario Ettore Rosato ha convocato per martedì mattina a Roma. "Non voglio assolutamente che si parli di cifre e dati insignificanti, – incalza Lacota – poiché sia i saldi ai sensi della Legge 137/01 che gli altri importi erogati e riferiti a leggi precedenti, non sono che minimissimi acconti e nulla di più, a distanza di oltre sessant’anni dall’esodo.".
"Lo scorso 20 febbraio, con la riapertura formale del tavolo di confronto con il Governo italiano – continua – l’Unione degli Istriani ha chiesto e ripetuto negli incontri successivi che venga discussa ed approvata una legge definitiva, già elaborata dall’Unione degli istriani stessa ed approvata dalle altre associazioni, per il saldo di quanto spettante, che è almeno quindici volte superiore a quello che gli esuli hanno finora avuto".
In effetti, tutte le associazioni degli esuli avevano chiesto a Roma una legge definitiva, proprio alla luce della posizione intransigente di Lacota e di Silvio Mazzaroli, i quali avevano avvertito chiaramente che in assenza di un provvedimento risolutivo, le rispettive Organizzazioni avrebbero abbandonato i tavoli di confronto. "Non è più possibile – taglia corto Lacota – accettare nulla che non sia di carattere conclusivo, il tempo delle continue mediazioni a favore di una parte soltanto per quanto mi riguarda sono finiti.".
Sulla questione interviene anche Fabio Rocchi, Segretario nazionale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, che cita l’articolo di Pietro Comelli (che appare oggi, 9 luglio, su "Il Piccolo") sul blocco dei pagamenti degli indennizzi dei beni abbandonati in base alla legge 137/2001. "Nell'articolo – scrive Rocchi – il Sottosegretario Rosato informa che sarebbero state pagate tutte le pratiche di primo e secondo scaglione (fino a 200mila lire di valore al 1938) e che il personale residuo, dopo la fine del mandato dei rinforzi provenienti dall'Inps, sarà in grado di evadere le mille pratiche residue entro l'anno.". "Siamo un popolo ottimista – afferma il Segretario nazionale dell’Anvgd – e questa fa bene alla nostra salute: per questo siamo tra i più longevi al mondo. Ma, con la matematica e con i diritti degli Esuli, è meglio andare con i piedi di piombo.".
"Cominciamo con il dire – prosegue – che alla Sede centrale dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia continuano a giungere lamentele di titolari di pratiche di secondo scaglione, che non hanno affatto ricevuto pagamenti. E non sono pochi: dai nostri calcoli almeno la metà di quel gruppo. Questo vuol dire che le pratiche complessive ancora in attesa sono 1.500 e non mille (con almeno 5mila beneficiari).".
"In secondo luogo, – conclude – i tempi impiegati in passato per l'evasione delle pratiche ci indicano chiaramente che il personale residuo non riuscirà ad evadere più di 100 pratiche al mese, il che significa (a essere ottimisti, che fa sempre bene) un altro anno e mezzo per terminare il tutto. Questa, per noi, è matematica.". (aise)