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Aise – 030707 – Il futuro del Tribunale di Rovigno in mano al Parlamento croato

ROMA\ aise\ – Ci sono buone possibilità che il tribunale di Rovigno, l'unico in Istria in cui, insieme a quello di Buie, le cause vengono discusse anche in lingua italiana oltreché croata, non venga soppresso. È quanto confermato dal Sottosegretario agli esteri, Famiano Crucianelli che ieri ha risposto alle interrogazioni presentate dai deputati eletti all’estero, Cassola dei Verdi e Picchi di Forza Italia in seguito all’annuncio dell’accorpamento della sede di Rovigno con quella di Parenzo dato in aprile da "Il Piccolo" di Trieste.
L’accorpamento, ha ricordato il sottosegretario, "rientra in un più ampio piano di riforma dell'apparato giudiziario nazionale mirante, nelle indicazioni del Governo croato, ad adeguarlo agli standards dell'Unione Europea. Nel complesso è previsto l'accorpamento di cinque Tribunali tra cui, in Istria, quelli di Parenzo e di Rovigno. Nel caso, tuttavia, del Tribunale comunale di Rovigno, il più antico dell'Istria e l'unico, insieme a quello di Buie, dove le cause vengono discusse anche in lingua italiana oltreché croata, l'accorpamento e la conseguente perdita di autonomia avrebbero per effetto una regressione dell'applicazione del bilinguismo con conseguenze negative per i diritti della minoranza italiana".
Questa situazione, ha detto ancora Crucianelli, "è stata immediatamente rappresentata dagli esponenti della Minoranza italiana alle competenti Autorità croate, con la richiesta di rinunciare a tale progetto. Il Parlamento croato, al fine di consentire una approfondita consultazione sulla questione tra le forze politiche, ha deciso di rinviare il dibattito. Al momento, la previsione più accreditata è che il voto in Parlamento possa slittare di qualche settimana, il tempo necessario per arrivare ad un compromesso. In tale contesto, l'efficace ed abile azione svolta dal Rappresentante della Minoranza Italiana al Sabor croato, l'onorevole Furio Radin, è stata determinante per salvare finora il Tribunale comunale di Rovigno e tutelare i diritti della minoranza italiana".
"In principio – ha affermato il Sottosegretario – il rischio dell'accorpamento del Tribunale comunale di Rovigno con quello di Parenzo parrebbe scongiurato, anche se evidentemente solo il voto in aula potrà confermarlo definitivamente. Al momento si discute della possibilità (alternativa) di sopprimere un altro Tribunale (quello di Pinguente); larga parte delle forze politiche istriane si sta tuttavia mobilitando nel tentativo di evitare che l'Istria paghi un prezzo sull'altare della riforma del sistema giudiziario e le trattative si stanno protraendo. Anche perché il Governo rischia di trovarsi in difficoltà al momento della votazione: senza il sostegno dei rappresentanti delle minoranze e di tutte le forze politiche istriane non avrebbe infatti, quasi certamente, i voti necessari a far passare la riforma".
"L'auspicio dei rappresentanti della Minoranza italiana, che hanno valutato positivamente tale rinvio, è che – ha concluso – nelle prossime settimane si rinunci definitivamente al prospettato accorpamento ed alla conseguente perdita di autonomia del Tribunale comunale di Rovigno". (aise)

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