Addio a Anna Rismondo, esule rovignese e cofondatrice dell’ANVGD Verona

04.09.2025 – Lutto nel Comitato provinciale di Verona dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia che piange la scomparsa di una delle fondatrici, l’esule istriana Anna Rismondo (nata a Rovigno nel 1942).

«La dolorosa perdita di Anna Rismondo lascia un vuoto incolmabile nel Comitato ANVGD di Verona, di cui è stata confondatrice e promotrice instancabile di numerosi progetti – ha dichiarato Loredana Gioseffi, Presidente dell’ANVDG veronese – Si è sempre prodigata con ammirevole forza e determinazione nel testimoniare ovunque il suo vissuto di esule, in particolare negli Istituti scolastici di Verona e provincia, sempre accolta amorevolmente dai “suoi” studenti. La rimpiangeremo»

Tanti esuli e dirigenti dell’associazionismo giuliano-dalmata hanno evidenziato l’importanza della Rismondo per la comunità dell’Esodo. Il vicepresidente di FederEsuli Davide Rossi la ricorda «sempre propositiva e attiva nelle scuole e nella divulgazione. La porto nel cuore per gli insegnamenti che mi ha lasciato e per l’umana istrianità che mi ha insegnato». Donatella Schürzel, Presidente dell’ANVGD Roma e Vicepresidente nazionale: «Grande donna, grande rovignese e grande italiana. Sempre pronta e disponibile, affettuosissima con me e la mia famiglia, era amica anche di mio papà, che aveva qualche anno di più. La saluto con affetto e la ricorderemo a Rovigno tra pochi giorni al raduno annuale della Famìa Ruvignisa».

«Ricorderò sempre con affetto Anna, oltre che per le comuni origini rovignesi, per la sua delicatezza, saggezza e profondità nel trattare gli argomenti dell’Esodo. La sua testimonianza rimarrà sempre presente in chi l’ha conosciuta e ascoltata» ha commentato il Presidente dell’ANVGD Vicenza Coriolano Fagarazzi. Il consigliere nazionale dell’ANVGD Marco d’Agostino aggiunge che «fino all’ultimo giorno ha pensato a lasciare in ordine documenti, contatti e ogni materiale da lei raccolto perché si desse continuità ai suoi progetti e per non disperdere quanto fatto. È stata una di quelle anime del mondo degli esuli che ha lavorato – ma lavorato tanto – “a pancia bassa”»

Struggente, infine, il ricordo dell’esule zaratina Adriana Ivanov: «È stata una maestra preparatissima in storia e capace di emozionare non solo gli studenti che incontrava, ma anche noi divulgatori. Ricordo la sua frase a proposito dei campi profughi e che condivido pienamente: “Come potevo aprire gli occhi sulle coperte tese del box dentro al campo profughi io che al mattino aprivo le finestre sul meraviglioso mare di Rovigno?!”»

 

0 Condivisioni