12.04.2026 – Nato a Fiume, la abbandonò giovanissimo insieme al fratello compiendo una lunga marcia fino a Trieste, con la paura di venire intercettati dalle forze di occupazione della Jugoslavia comunista. Il Centro Raccolta Profughi a Novara e poi la famiglia che si riunisce in esilio a Genova. E nel frattempo una carriera come marciatore che lo porta a fare incetta di titoli, fino a giungere alla medaglia d’oro ai giochi olimpici di Tokyo 1964 nei 50 chilometri di marcia, dopo che già nel 1960 a Roma aveva conquistato il bronzo in quelle stesse Olimpiadi in cui anche l’esule istriano Nino Benvenuti nella boxe contribuì a dimostrare il riscatto della comunità dell’esodo giuliano-dalmata. La vita di Abdon Pamich si è continuamente intrecciata con la storia della frontiera adriatica, ne ha scritto un libro autobiografico e la RAI ne ha tratto una fiction che è stata trasmessa in prima serata in occasione del 10 febbraio 2026.
Il Comitato provinciale di Milano dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia ha organizzato una videoconferenza in cui il giornalista Gianluca Montebelli ha intervistato Abdon Pamich.
