A Trieste l’1 maggio continua a dividere: la storia rivista non ha a che fare con il Lavoro

02.05.2026 – Riceviamo e condividiamo la nota diffusa dalla Federazione delle Associazioni degli esuli istriani fiumani e dalmati.

“A Trieste il 1 maggio continua a dividere: la storia rivista nulla ha a che fare con il Lavoro”. La nota di FederEsuli.

Anche quest’anno, a Trieste è stato usato il pretesto del corteo per la Festa dei Lavoratori, per dare spazio ad alcuni nostalgici di Tito, che hanno sfilato per le vie della città con la bandiera della ex Jugoslavia, ostentando i tristemente noti berretti dell’armata che proprio in questa data, calò dal Carso per iniziare quaranta giorni di pesante occupazione. Un triste capitolo della storia di queste terre che, invece di essere definitivamente condannato, continua a riemergere da un passato di dolore. “

Il comportamento di questi manifestanti, rivela secondo noi, due parti di una problematica ben più ampia: quella relativa all’indifferenza generale, accompagnata da una grave recrudescenza di un clima d’odio da parte di chi non conosce la storia.- afferma in un commento Fabio Tognoni, Vicepresidente di FederEsuli – Nonostante l’enorme lavoro in sede nazionale, con grandi riscontri in termini di interesse da parte di una sempre crescente fetta di studenti e docenti, impegnati nei seminari di aggiornamento, organizzati da nord a sud, proprio in questa città che ha tanto sofferto per quanto accaduto durante il secondo conflitto mondiale e dopo, fino agli anni Sessanta, sembra che poco ci si ricordi”. 

Tognoni, tornando sul grave atto di sfregio di questi giorni, a danno dell’indicazione del Viale intitolato ai Martiri delle Foibe, sottolinea come uno strisciante sentimento d’odio muova la mano di chi:

Evidentemente sa poco di storia e soprattutto non porta rispetto per le vittime del regime comunista di Tito, quasi fossero morti di serie b. In un crescente clima di odio, alimentato evidentemente per avere un facile riscontro di piazza da parte di qualcuno, la nostra città è giusto torni a ricordare la tragedia che l’ha connotata per così tanti anni, con la deportazione e uccisione di tanta gente, colpevole soltanto di essere italiana, come insegnanti, membri del clero, appartenenti alle Forze dell’Ordine, semplici cittadini finiti nel mezzo di vendette personali. Il futuro si costruisce soltanto dopo aver chiaramente appreso quanto accaduto in passato, proprio perché l’orrore di quegli anni, non si ripeta: aver visto così poche scolaresche triestine alla cerimonia alla Foiba di Basovizza, lo scorso 10 febbraio, a fronte di tanti e così’ numerosi gruppi giunti da tutto il Paese, grazie al grande lavoro svolto da Federesuli e le associazioni aderenti unitamente al Ministero dell’istruzioneapre indubbiamente un fronte di seria riflessione. Trieste, proprio Trieste, non può e non deve dimenticare. Lasciare fuori dalla storia le giovani generazioni, è una gravissima lacuna da colmare. Lo si faccia e presto”! 

 

 

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