A Roma i giovani italiani da tutto il mondo (Voce del Popolo 06 dic)

Che cosa significa essere giovani italiani nel mondo oggi? Cercheranno di rispondere a questa domanda 424 delegati in rappresentanza dei circa 950mila giovani italiani sparsi un po' in tutto il pianeta che la prossima settimana, l'11 e il 12 dicembre, "occuperanno" la Camera dei deputati del Parlamento italiano e la sede della Fao a Roma, dove si svolgerà la prima Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo, indetta nel luglio scorso dal ministro degli Affari esteri italiano Franco Frattini. I delegati verranno ricevuti dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dal presidente del Senato Renato Schifani e dal presidente della Camera Gianfranco Fini. La conferenza sarà presieduta oltre che dal ministro degli Esteri Franco Frattini, anche dal sottosegretario agli Affari Esteri con delega per gli italiani nel mondo Alfredo Mantica. Primaria finalità dell’iniziativa è quella di individuare strumenti utili per definire una linea politica per la valorizzazione delle nuove generazioni e favorire il consolidarsi del loro rapporto con il nostro Paese. I temi attorno ai quali si svilupperà la Conferenza sono cinque: “Identità italiana ed interculturalità”, “Lingua e cultura”, “Informazione e comunicazione”, “Mondo del lavoro e lavoro nel mondo” e “Rappresentanza e partecipazione” e saranno affidati ad altrettanti moderatori individuati dalla ''Dante Alighieri'' tra personalità del mondo accademico e del giornalismo quali Paolo Peluffo, Nicola Piepoli, Pierluigi Vercesi, Mario Morcellini, Francesco Delzio, Renzo Prencipe e Graziano Tassello.

A ogni Paese è stato attribuito un numero di delegati in proporzione alla consistenza delle collettività, secondo i dati risultanti dall'anagrafe consolare. Le designazioni dei delegati sono state effettuate dai Comites operanti nel Paese stesso, d'intesa con i consiglieri del Consiglio Generale degli Italiani all'estero (Cgie) e con il coordinamento della rappresentanza diplomatica competente, tenendo conto del lavoro preparatorio svolto dal Consiglio Generale degli italiani all'estero. La Croazia invierà due rappresentanti e precisamente la ventisettenne Ana Bileta di Pola, segretaria del Comites e il ventinovenne Andrea Debeljuh di Buie, quest'ultimo presidente del Forum Giovani dell'Unione Italiana. A parte i delegati provenienti dall’estero, sono stati invitati all'appuntamento altri 200 giovani residenti in Italia tra studenti, professionisti, imprenditori, lavoratori, esponenti del mondo dell’arte, della cultura e dello sport. Nella designazione degli invitati sono stati coinvolti i partiti, i sindacati, la Confindustria, le regioni, il ministero della Gioventù e quello dell’Istruzione, la Consulta Nazionale dell’Emigrazione.

Un evento di grande importanza per le istituzioni e i rappresentanti delle comunità italiane all'estero, che si confronteranno, faranno presenti le loro priorità e risponderanno alle domande del sottosegretario Mantica, il cui sogno è quello di avere un'unica grande comunità di italiani nel mondo. Mantica vede questa conferenza come un'opportunità per conoscere meglio la realtà dei giovani italiani nel mondo. "I giovani potranno dialogare direttamente con i loro coetanei di ogni parte del mondo – ha spiegato presentando, qualche mese fa, l'incontro alla stampa –, ma allo stesso tempo il governo potrà apprendere e confrontarsi su cosa significa essere oggi un giovane di origine italiana all'estero". "Ai giovani presenti alla conferenza – ha aggiunto il sottosegretario – porrò una sola domanda: ‘Voi che siete di quarta generazione che italiani siete? Cos'è l'identità nazionale, cos'è l'appartenenza al sistema Italia? Siete avvocati, professionisti, argentini, brasiliani, francesi e tedeschi: cosa volete dal governo e cosa, soprattutto, volete voi?".

Questa prima Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo giunge dopo un lungo percorso iniziato due anni fa, con il primo incontro a Johannesburg, realizzato dal Cgie, per proseguire nel dibattito svoltosi a Roma nel dicembre 2006 alla presenza dell'ex viceministro Franco Danieli e, poi, ancora a Roma nel 2007. Un percorso preparatorio che risale quindi a due anni fa, un percorso necessario per affrontare in modo corretto questa prima grande conferenza che vede come protagonisti delle persone la cui realtà e identità è per la maggior parte delle istituzioni ancora sconosciuta e sfuggevole. Mentre la vecchia emigrazione sembra non avere più segreti per nessuno, queste 950mila anime che formano le seconde e terze generazioni e i nuovi emigranti hanno ancora degli aspetti e delle sfumature tutte da scoprire. Cosa pensano e cosa sanno dell'Italia? Ma soprattutto, cosa si aspettano da essa e dalle sue istituzioni?

La collettività italiana all’estero, secondo gli schedari consolari al 31 dicembre 2007, si compone di 3.870.000 individui dei quali il 55,4% risiede in Europa e Nord Africa, il 31,4% in America Latina e l’11,8% nei Paesi anglofoni. I giovani, compresi in una fascia di età dai 18 ai 35 anni, sono 929.249 pari al 24% della collettività con similare ripartizione per aree geografiche rispetto a quelle della collettività nel suo insieme. I delegati sono in maggioranza discendenti di italiani, loro stessi cittadini italiani, ma anche oriundi e rappresentanti delle nuove migrazioni come ricercatori, professionisti, imprenditori, artisti, lavoratori. Il 52% dei delegati è di sesso femminile e il restante 48% maschile. L’età media è attorno ai 27 anni.

Il programma

La Conferenza vera e propria sarà preceduta l’8 e 9 dicembre da pre–conferenze su base continentale che consentiranno di avere un quadro della situazione dei giovani connazionali in ogni area geografica. L'arrivo dei delegati a Roma è previsto già domani, domenica 7 dicembre, per procedere, il giorno seguente, con la registrazione e i primi incontri. Martedì si comincia a preparare l'incontro e i lavori, con la costituzione dei gruppi tematici. Mercoledì 10 dicembre, alle ore 10, nell'Aula di Montecitorio, si svolgerà la seduta solenne alla Camera dei Deputati, alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, del presidente del Senato, Roberto Schifani e del presidente della Camera, Gianfranco Fini. Nel pomeriggio (ore 14.30), nella sede della Fao, i delegati verranno salutati dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, del segretario generale CGIE, Elio Carozza e dal presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni, Vasco Errani. Dopo la relazione del ministro degli Affari esteri, Franco Frattini, si svolgerà la seduta plenaria.

Giovedì si entra nel clou dei lavori, a gruppi tematici, a cui seguiranno gli interventi di membri del Governo (parleranno il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, il ministro dei beni e delle Attività Culturali, Sandro Bondi, il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto). Venerdì 12 dicembre, negli spazi della Fao, verranno discussi e approvati i documenti tematici elaborati nei giorni precedenti. Sono inoltre previsti gli interventi di personalità quali il presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi, il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, e l'on. Piero Fassino. La Conferenza si chiuderà con la lettura e l'approvazione di una Dichiarazione finale e il discorso conclusivo del ministro Frattini.