A-a-bronzatissimi al Tavolo di Rosato

Alla riunione del Tavolo Governo-Esuli con il Sottosegretario Rosato erano presenti anche i consueti Lacota (Unione degli Istriani) e Mazzaroli (Libero Comune di Pola), abbronzatissimi, inamovibili come cariatidi e talmente esperti di tutto da essere onnipresenti, qualunque sia l’argomento in discussione.
Di per sé la notizia non sarebbe nuova (e un’abbronzatura non è reato), se non fosse che il loro contributo alla discussione è stato men che zero. Nessuna proposta, qualche borbottio di disturbo quando gli altri parlavano, un “non siamo d’accordo” ogni tanto per far presenza.

Una sorta di autoesclusione, ben più grave per l’Unione degli Istriani che numericamente dovrebbe rappresentare la più grande organizzazione degli Esuli. Ci stupisce come una base associativa dichiarata così ampia, non sia poi in grado di produrre una delegazione più significativa.
Forse potevano risparmiarsi il costoso viaggio da Trieste, ma si capisce che avrebbero perso l’opportunità di dire “Io c’ero e ho protestato”. E sì, perché oltre a qualche protesta borbottata in maniera sommessa, non c’è stato niente altro (ma nei comunicati ufficiali diranno che hanno tuonato come un temporale).

Oh sì, qualcos’altro c’è stato. La maleducazione di non rispondere al saluto o, quando costretti, farlo con evidente disappunto, quasi che i delegati di altre associazioni degli Esuli fossero degli appestati da cui tenersi lontani, dimostrando di essere -loro abbronzati- gli unici sani.

E nelle stesse ore “L’Arena di Pola” anticipava su internet alcuni suoi articoli dell’ultimo numero, nei quali ovviamente l’ANVGD, con le ormai consuete palesi insinuazioni, viene additata come la causa di tutti i mali degli Esuli.

E ancora nelle stesse ore veniva risposto con un secco "no" a una Esule che telefonava all'Unione degli Istriani chiedendo se a Roma esistesse qualche associazione di profughi.

Loro quelli bravi, sani, belli e abbronzati.
Noi, quelli cattivi, appestati, brutti, bianchicci e soprattutto ladri di professione.
Che brutta cosa la maleducazione.