7° Italia film festival a Belgrado (Ansa 25 nov)

(ANSA) – BELGRADO, 25 NOV – S'inaugura oggi con la proiezione di 'Lascia perdere Johnny', prima prova da regista dell'attore Fabrizio Bentivoglio, la settima edizione del Festival del film italiano di Belgrado, organizzato dall'Istituto di cultura. L'iniziativa – promossa quest'anno con la partecipazione della Federazione dei circoli del cinema e il contributo di istituzioni regionali di Calabria, Sardegna e Friuli Venezia Giulia, oltre che del Circolo Lumiere di Trieste – propone un cartellone ricco come poche volte in passato: 12 film, tutti realizzati nell'ultima stagione, destinati a essere proiettati nel giro di quattro giorni sugli schermi della multisala Tuckwood, nel cuore della capitale della Serbia. La selezione delle pellicole – fatta dalla direttrice dell'Istituto di cultura italiana a Belgrado, Alessandra Bertini Malgarini, e dal presidente della Federazione dei circoli del cinema, Paolo Minuto – si caratterizza per la scelta di diversi autori giovani. Al film di Bentivoglio seguiranno, fra le altre, opere come 'La ragazza del lago' – premiatissima agli ultimi David di Donatello – di Andrea Molaioli, 'Vogliamo anche le rose', di Alina Marazzi, e 'Tutto torna', di Enrico Pitzianti. Fino a 'Pranzo di Ferragosto', di Gianni Di Gregorio, che chiuderà la rassegna sabato 29. Al di là dell'anagrafe, spiccano tuttavia altri elementi comuni nell'edizione di quest'anno, come ha sottolineato alla presentazione Alessandra Bertini. Ricordando il successo ottenuto negli anni scorsi da una manifestazione nata quasi in sordina a inizio anni 2000 – in una Serbia che si riaffacciava appena al dialogo con l'Europa dopo le guerre e l'isolamento dell'era Milosevic -, ma anche "la concezione nuova" espressa dal cartellone 2008. Un cartellone – ha spiegato la responsabile dell'Istituto di cultura – che include film di "genere diverso", ma tutti portatori di "valori specifici" , in termini artistici e di messaggio. Interpreti di un'arte quale il cinema che nelle parole di Bertini continua a rappresentare, nonostante "le crisi" del passato recente, un pezzo importante della "identità culturale italiana" e uno specchio dei "mutamenti della società". (ANSA).