29 nov – ANVGD Gorizia su fusione Gorizia-Nova Gorica

Il nuovo premier sloveno ha riproposto la cosiddetta “Città comune” tra Gorizia e Nova Gorica, che nei fatti però è già stata avviata da lungo tempo e che ora deve solo consolidarsi ed estendersi.           

La continuità delle due città, infatti, impone una programmazione comune in alcuni ambiti.            

Da decenni è stata avviata una proficua collaborazione nella difesa delle piantagioni dalla grandine e più recentemente nella protezione civile, stante l’evidente considerazione che gli avvenimenti naturali non conoscono confini. Anche la scorsa estate abbiamo visto operare fianco a fianco italiani e sloveni nello spegnere le fiamme sul Carso.           

Ma, solo per citare un altro ambito, basti pensare a quello medico, soprattutto nel settore della microchirurgia, grazie all’eccellenza rappresentata in questo settore dal nosocomio d’oltre confine.           

Ciò solo per rammentare che la strada è già indicata e che dobbiamo continuare a percorrerla, ma per soddisfare esigenze reali, di programmazione e sviluppo delle nostre comunità e non – come ricordiamo avere fatto invece la Giunta Brancati – con un approccio politico ed ideologico.           

Diversi sono i settori in cui questo rapporto di collaborazione può essere rafforzato. Penso a quello universitario e sanitario, ma anche a quello ambientale (è assurdo, infatti, adottare misure antinquinamento a Gorizia o fermare il traffico mentre a Nova Gorica non lo si fa) e turistico (Gorizia, infatti, va promossa in un ampio contesto che include Grado, il Collio italiano e quello sloveno, sino alle sorgenti dell’Isonzo). Ma anche nello sviluppo urbanistico, nella consapevolezza che centinaia di unità abitative o un centro commerciale realizzato oltre confine produce conseguenze inevitabilmente anche a Gorizia. Mi riferisco agli alloggi che verranno a breve realizzati oltre il quartiere Montesanto in Slovenia o il recente “Qlandia”.           

Fa bene il sindaco Romoli, pertanto, a cercare di accelerare queste collaborazioni, come fece male l’allora sindaco Brancati ad avviare un rapporto di collaborazione su un terreno esclusivamente politico ed ideologico, succube del sindaco di Nova Gorica, che nulla deve avere a che fare con il pragmatismo che ci deve indirizzare.           

Ciò premesso è fuori luogo, pertanto, parlare di “Città comune” (certamente un’efficace sintesi giornalistica) e tantomeno accarezzare nuovamente la proposta di bilinguismo integrale dell’allora Giunta municipale, foriera di insostenibili costi ed iniquità di trattamento.           

Siamo certi che la proposta del premier sloveno volesse intendere queste forme di collaborazione, che condividiamo, e non già avanzare proposte di ordine politico che nulla hanno a che fare con la necessità di corrispondere in modo concreto, efficace ed efficiente alle legittime aspettative dei cittadini.

Il Comitato ANVGD di Gorizia