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28 nov – Tagli Finanziaria: Mailing List Histria scrive a parlamentari

Contro il taglio dei finanziamenti operati dal Governo nei confronti delle associazioni degli esuli giuliano-dalmati e dei sodalizi della minoranza italiana in Croazia e Slovenia, la Mailing Ling Histria, coordinata da Axel Famiglini, ha deciso di scrivere a tutti i parlamentari affinché sensibilizzino il Governo a convocare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il Tavolo di Coordinamento con le Associazioni degli Esuli Istriani Fiumani e Dalmati per "chiudere definitivamente un contenzioso che da troppo tempo attende soluzione".

"Se è vero che sono trascorsi più di sessant'anni affinché il Parlamento votasse la legge del Giorno del Ricordo dell'Esodo e delle Foibe – si legge nella lettera – è altrettanto vero che da sempre gli Esuli attendono giustizia. I problemi da discutere sono noti: indennizzi, restituzioni, case popolari, anagrafe, cittadinanza, conservazione dei cimiteri e problemi in materia di assicurazioni sociali. Riteniamo tuttavia impossibile ripetere il deludente esito del confronto, pur significativo, sostenuto dagli Esuli Giuliano Dalmati col precedente Governo".

"Risulta pertanto prioritario – scrivono ancora dalla ML Histria – l'impegno della Presidenza del Consiglio e del Ministero dell'Economia e delle Finanze a risolvere il problema dell'indennizzo equo e definitivo dei beni abbandonati. Le Associazioni degli Esuli svolgeranno il loro ruolo con unità, serietà e coraggio. Si tratta dei beni che gli italiani dell'Istria e della Dalmazia sono stati costretti a lasciare nelle terre oltre Adriatico ed il cui valore, a chi non sa è bene ricordarlo, è servito per pagare alla Jugoslavia i danni di guerra prodotti dall'Italia durante la seconda guerra mondiale. Gli Esuli hanno pagato per tutti gli italiani senza ricevere un giusto ed adeguato indennizzo".

"Senza la disponibilità del Ministero dell'Economia e delle Finanze, senza soluzione al problema dell'indennizzo equo e definitivo, come in questi giorni il Governo ha formalmente promesso agli italiani Profughi dalla Libia – si osserva – non solo gli Esuli non avranno giustizia, ma l'Italia non uscirà da un dopoguerra che attende di essere finalmente lasciato alla storia.

L'auspicio inoltre è quello che vi sia maggiore collaborazione tre gli Esuli e la Comunità dei Rimasti, pena la loro stessa sopravvivenza. Rapporto finora non facile per condizionamenti storici, ideologici ed ambientali oltre per i diversi interessi politici "di frontiera" che ne hanno condizionato la storia".

"Le loro classi dirigenti – si legge ancora nella lettera – dovrebbero fare un passo indietro per realizzare insieme un meno incerto futuro sulla base di programmi di comune interesse. Crediamo che una collaborazione sarà possibile quando non risulti mortificata, come aggi accade, da dolorosi tagli di bilancio che mettono a rischio la vita stessa di tali comunità. L'impegno di tutti peraltro non può essere indirizzato, come finora, alla sola cultura. 

Dovrebbe riguardare anche l'aspetto economico, argomento finora poco e mal considerato a Roma come a Trieste, a Fiume come a Capodistria. La Comunità Italiana che vive in Slovenia e Croazia, Paesi da considerare ormai europei – si sottolinea – deve essere in grado di sviluppare un'economia diffusa che sia di supporto alla sua sopravvivenza.

Un programma che preveda l'utilizzo di mezzi e capacità imprenditoriali che non mancano in numerosi settori e che necessitano di un preventivo, aperto ed approfondito confronto".

Per la ML Histria, dunque, è "necessaria l'istituzione di un Tavolo Economico di programmazione nel quale siano coinvolti Ministeri e Regioni accanto a qualificate presenze di privati con rappresentanti di Esuli e Rimasti.

Anche se i tempi non sembrano i più favorevoli, il Governo ed il Parlamento italiani devono fare un passo in avanti, uno sforzo per promuovere una nuova politica in Adriatico, per dare inizio ad una nuova stagione di crescita politica oltre che economica a favore degli Europei che vi vivono".

"L'auspicio – concludono – è che il Governo italiano, grazie ad un ruolo maturo di Slovenia e Croazia, abbia la volontà di individuare gli strumenti, le sinergie, le strutture e le professionalità che già esistono e che sono necessarie per iniziare a scrivere insieme, da Europei, una nuova pagina di storia dell'Adriatico".

 

(fonte Aise)

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