26 mag – Inps: non serve sparare ”a salve”

Sull'ormai nota vicenda delle perequazioni alla maggiorazione spettante ai pensionati Inps con la qualifica di profugo, non mancano elementi di spicco fra i rappresentanti degli Esuli che ormai da tempo si esprimono a suon di "picconate". Eppure si tratta di personaggi che, avendo lavorato da tempo per gli Esuli, dovrebbero dimostrare una certa professionalità nel trattare questi argomenti, che invece viene vanificata dal livore nei confronti di chi -semplicemente- cerca una soluzione al problema.

Partono così periodicamente le invettive verso l'Anvgd, la Federazione e chiunque non sia schierato sulla "loro" visione della realtà.

E sì perché Anvgd e FederEsuli avrebbero "provocato" il famigerato articolo della Finanziaria che ha dato ragione all'Inps sull'interpretazione della norma. Nulla di più falso, naturalmente, ma vallo a spiegare a chi vede rosso più di un toro nell'arena.

In realtà Anvgd e FederEsuli hanno combattuto contro questo articolo, in tutti i modi possibili. E' prevalsa invece in questo caso la ragione "economica" dello Stato. E tale nefanda situazione viene attribuita alla nostra raccolta di firme proposta l'anno scorso per fare pressione sull'Inps affinché desse applicazione a tutti delle sentenze in favore dei profughi.

Tale raccolta non ha avuto poi esito perché il Governo ha tagliato le gambe, con quell'articolo della Finanziaria, a qualsiasi aspirazione di giustizia per gli Esuli. Ma ci vengono attribuiti, da questi personaggi, poteri che non abbiamo: il Governo avrebbe così agito, spaventato dalla nostra petizione.

Ma magari così fosse! Se un Governo nazionale fosse costretto a correre ai ripari, impaurito da una nostra raccolta di firme, allora sì che avremmo da tempo risolto molti dei nostri problemi!

Invece, nel caso specifico, sia noi, sia tutti gli altri (personaggi inclusi) attendiamo l'esito delle istanze di incostituzionalità aperte su tutto il territorio nazionale dai tribunali che hanno in essere procedimenti sulla materia.

Il sereno consiglio è di avere rispetto di chi, come loro, è impegnato quotidianamente a lavorare per i diritti degli Esuli. Non serve a nulla e non ha alcun senso attaccare chi sta al nostro fianco, mente il vero "nemico", ovvero la macchina burocratico-politica dello Stato, è in tutt'altra direzione.

Si parla tanto, tra gli Esuli, della necessità di trovare nuova coesione e nuova unità d'intenti per arrivare uniti a far fronte nella battaglia ancora dura per i diritti degli Esuli: è una legittima aspirazione di ciascuno di noi. Ecco perché gli Esuli non capiscono chi, invece di cercare un fronte comune, è ancorato alla vetusta idea che in fondo la regione ce l'ha uno solo e tutti gli altri hanno torto.

Un vero peccato, quindi, vedere energie disperse a trovare il pelo nell'uovo dell'altro, invece di caricare insieme le stesse "armi" per la battaglia ancora di là dall'essere conclusa.