25 nov – IRCI: il sito del Museo anche in inglese

Si stanno concludendo i lavori di restauro del palazzo dell’ex Ufficio Igiene destinato dalla città di Trieste a sede di un nuovo e significativo Museo, quello della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata, il cui allestimento espositivo inizierà nei primi mesi del 2009.

Chi volesse vedere in anticipo come sarà il Museo della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata può consultare il sito www.irci.it sul quale sono in linea le planimetrie complete delle visioni prospettiche tridimensionali, con le anticipazioni artistiche degli interni di ciascun piano ed ambiente del Museo. Da pochi giorni infatti il sito internet dell’IRCI è stato ampliato con la sua integrale versione in inglese, in modo da consentire l’agevole accesso alle informazioni contenute anche a chi non comprende la lingua italiana, proprio in previsione della trasformazione dello spazio virtuale in home page del Museo.

È la vittoria in una battaglia condotta dall’IRCI (Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata di Trieste) per quasi venti anni ed è il sogno che si realizza per tutti gli esuli istriani, fiumani e dalmati e per i loro discendenti. È un obiettivo raggiunto non solo per Trieste e la nostra Regione, che ospita circa un terzo degli esuli, ma per l’Italia intera e per tutta la nostra gente sparsa in ogni continente. È un grande risultato per questa nuova Europa allargata che deve volere, oltre al benessere sociale, anche la serenità culturale delle sue diverse identità.

La cultura giuliano-dalmata trova così il luogo del suo mantenimento nel tempo dopo il concreto pericolo di sparizione a causa di uno sradicamento durato sessanta lunghi anni. Anzi, oggi, con il superamento dei confini e la libera circolazione e frequentabilità dei luoghi e delle cose, nell’aspirazione a farci diventare cittadini di tutti i paesi in un’unica Europa, la nostra cultura diventa conoscibile e fruibile da ognuno.

Il museo sarà il miglior luogo possibile per i figli e i nipoti degli esuli perché, conoscendola, mantengano viva la nostra storia, e sarà anche il luogo dove i figli e i nipoti di quelli che rimasero potranno comprendere ciò che è avvenuto e, quindi, conoscere e incontrare chi ha avuto obbligatoriamente un destino diverso.

Ricordiamo che l’ANVGD è uno dei Soci fondatori dell’IRCI.

(fonte IRCI)