24 lug – Brazzoduro: Esuli e rimasti ed Esuli divisi

E’ con apprezzamento che prendiamo atto dell’attenzione che la Regione Friuli Venezia Giulia nella persona del suo Presidente Tondo dedica ai problemi degli esuli Istriani, Fiumani e Dalmati ed a quelli della minoranza italiana in Slovenia e Croazia. Infatti nell’arco di una settimana vi è stato l’incontro con il Presidente del CDM nonché riconfermato Presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli, Renzo Codarin, e con la delegazione della minoranza, guidata dall’onorevole Furio Radin.

Di rilievo emerge dai colloqui la particolare considerazione per i problemi ancora aperti nei confronti degli esuli, con l’impegno di operare per ottenere risposte positive sia per quanto di diretta competenza della regione sia come promotrice verso gli organi dello stato preposti. Elemento che unisce i due incontri è la posizione assunta con un ruolo attivo nei confronti di iniziative congiunte tra esuli e minoranza italiana in Slovenia e Croazia, in particolare per l’impegno congiunto in opere che tutelino e restaurino i cimiteri del passato italiano nelle terre perdute e l’intervento a favore di una casa di riposo per anziani nella zona di Pola.

Sono le prime iniziative concrete, ma non le sole, che come Federazione cercheremo di sostenere con un ruolo attivo nella ritrovata unità di intenti dopo il Consiglio Federale del 18 luglio u. s., per una verifica delle linee programmatiche, il rinnovo delle cariche, e l’aggiornamento dello statuto per i cambiamenti intervenuti tra le associazioni aderenti nel corso dell’ultimo anno di attività. Infatti in tale occasione, oltre a registrare la riconferma di un impegno franco, da parte di Dalmati e Fiumani, con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, si è ricostituita l’importante presenza di una delle maggiori e storiche associazioni degli esuli Istriani (Le Comunità Istriane).

Sintomatica e non casuale appare quindi la presa di posizione di alcuni elementi di altre associazioni di Istriani, da poco uscite dalla Federazione, che hanno ritenuto di diffondere proclami contro la rinnovata dirigenza, contestandone non gli obiettivi, ma le linee d’azione: francamente non crediamo che questo possa far parlare di “ex-Federazione” quanto di un’autoemarginazione di alcuni elementi da essa, rifiutando un democratico confronto sul “cosa fare”. Così pure non è parso costruttivo per la soluzione dei problemi degli esuli la proclamata sintonia tra tali componenti e una forza minoritaria (Di Pietro) dell’attuale schieramento di opposizione nel Parlamento Italiano. Potrà rendere visibili le questioni ma non certo favorire soluzioni condivise dalla maggioranza degli attuali schieramenti politici.

Infine, spiace constatare come in modo pretestuoso – in un momento in cui sarebbe più utile uno sforzo comune per aiutare la ricerca di soluzioni attorno ad un tavolo di trattativa con il Governo, che speriamo prossimo – si cerchi in ogni modo di screditare chi lavora per unire e quindi proporsi nel modo più credibile con le Istituzioni, trovando reciproci appoggi con alcune minoranze contestatrici di altre associazioni. Siamo certi che chi lavora per trovare risposte concrete per i propri associati, debba prima guardare in casa propria, dove pure esistono posizioni differenziate, e soprattutto non assumere sempre atteggiamenti presuntuosi di critica preconcetta verso chi si sforza di operare in modo costruttivo sui problemi aperti, con il mondo politico ed istituzionale.

Guido Brazzoduro