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22 ago – A Zara un nuovo consolato italiano

Stando alle dichiarazioni del Ministero degli Affari Esteri italiano, sarà aperto a Zara, al più tardi entro la fine dell’anno, un Consolato onorario italiano. L’ex ambasciatore della Repubblica Italiana in Croazia, Alessandro Grafini, annunziò per la prima volta, nel corso del suo soggiorno a Zara del settembre dell’anno scorso, allorché vi arrivò in visita pure il Ministro Italiano della Cultura. Francesco Rutelli, che Zara avrebbe avuto un Consolato onorario italiano. L’Italia annovera in Croazia, oltre all’Ambasciata di Zagabria, Consolati a Fiume ed a Spalato, cui si aggiungono Consolati onorari a Pola ed a Ragusa. Con l’apertura del Consolato onorario a Zara, completerebbe la rete delle rappresentanze diplomatico-consolari in Croazia.

In considerazione dei rapporti economici tra i due Stati (l’Italia è da anni in cima alla graduatoria degli scambi commerciali con la Croazia), del numero di turisti italiani, delle comunicazioni nonché dei legami culturali, storici, tra le due sponde dell’Adriatico, appare logico che anche Zara ottenga un Consolato italiano onorario. La Comunità Italiana di Zara fu fondata e registrata, per la prima volta dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, nel 1992. Per quanto a Fiume e nei Comuni istriani le Comunità Italiane funzionassero pure al tempo dell’ex-Jugoslavia ( praticamente per mezzo secolo), a Zara, per ragioni politiche, l’attivazione non ne fu possibile. Bisognava attendere l’indipendenza della Croazia e l’istituzione di processi democratici.

“La Comunità Italiana a Zara fu istituita nel 1992 e fu registrata presso i competenti Uffici comunali. Divenne membro dell’Unione Italiana, con sede a Fiume, che associa tutte le comunità italiane della Croazia “, segnala uno dei suoi fondatori, Senol Selimovic, ed aggiunge:

“Scrissi personalmente il testo del primo Statuto e la dichiarazione programmatica della Comunità, ne fui il primo vicepresidente nonché membro della sua Giunta Esecutiva”. Selimovic, che ha peraltro terminato la specializzazione post-laurea in rapporti internazionali nonché l’Accademia Diplomatica del Ministero degli Affari Esteri, segue da anni, come giornalista, i rapporti croato-italiani; è stato pure insignito della “Stella al merito per la solidarietà” dal Presidente Italiano, Giorgio Napoletano.

Sottolinea che la Comunità si occupò principalmente, nella prima metà degli anni ’90, di aiuti umanitari (dall’Italia giungeva, in quegli anni, ingente quantità di aiuti umanitari, e non soltanto   per il tramite della detta Comunità) e, in misura minore, di pubblicistica.

Qualche anno fa il Governo Italiano finanziò l’acquisto e la sistemazione dei locali di Via Borelli, ove ha sede oggidì la Comunità; indubbiamente la sede più lussuosa fra quelle di cui usufruiscono le organizzazioni minoritarie in città.

La Comunità, sin dal primo giorno (ed in conformità alle disposizioni dello Statuto), accettava iscrizioni non solo di elementi della minoranza, che si dichiarassero etnicamente tali, ma anche di tutti gli amanti  della cultura e della letteratura italiane…i quali  sono in grado di soddisfare, per il tramite della Comunità,  i propri interessi culturali, intellettuali, formativi ed altri.

fonte Vjesnik

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