18 set – Milano onora il lascito del dignanese Marino Zuccheri

In occasione dell’“EXPO 2015”, la laboriosa Milano si sta dando da fare per organizzare numerose iniziative in svariati campi culturali. Per quanto riguarda la musica, si è già unita in gemellaggio con Torino nella seconda edizione del Festival Internazionale della Musica – “MI TO” – per tutto il mese di settembre 2008 con un calendario quotidiano di eventi diversi, in teatri, chiese, musei e sale da concerto. Ogni giorno, in entrambe le città, si tengono molteplici rappresentazioni che spaziano dal classico al moderno, rispecchiando ogni disposizione d’animo, da quello riflessivo, impegnato e studioso a quello più leggero, rilassante e divertente. È proprio in quest’occasione che, al Castello Sforzesco di Milano, in collaborazione con il Civico Museo degli Strumenti Musicali, il Centro di Produzione TV e Direzione Radio RAI, è stata inaugurata ieri la Sala in cui sono stati trasferiti gli apparati elettronici, gli archivi e tutto l’arredamento completo dello Studio di Fonologia Musicale della RAI di Milano.

Il Comune di Milano non ha voluto rinunciare ad arricchire il capitale culturale della sua città con la sistemazione prestigiosa internazionale di quei giganteschi macchinari elettronici, costruiti ai tempi quasi artigianalmente, precursori dei computer in miniatura di oggi. Nell’ala del Castello dedicata alla Musica bisogna seguire un percorso entusiasmante fra innumerevoli strumenti particolari, di tutti i tipi, dalle origini fino ai giorni d’oggi. Si possono ammirare strumenti a tastiera, a corda, a fiato, con straordinari esemplari molto rari, lavorati ed intarsiati da favola, fino ad arrivare all’ultima sala del tragitto dove ha trovato posto lo Studio di Fonologia. Le sue maestose e preziose apparecchiature saranno protette da una cabina di vetro, per permettere agli studiosi di osservarle nei dettagli senza danneggiarle. Monitor di computer con cuffiette consentiranno, digitando secondo gli interessi personali, di accedere ad ogni informazione su musiche, foto e biografie dei molteplici personaggi passati in quell’ambito. Infine su di un maxischermo verranno proiettati a ciclo continuo filmati di repertorio, con lezioni ed interviste inerenti i protagonisti, precursori del modernismo di quegli anni che, con grande fatica ed incomprensione per quell’epoca, lavoravano per il futuro. Diventando così una mostra permanente, appassionati e studiosi potranno visionare in ogni particolare l’inestimabile patrimonio musicale e tecnologico dello Studio di Fonologia, di cui il dignanese Marino Zuccheri è stato l’unico tecnico del suono titolare, dalla nascita alla chiusura avvenuta proprio col suo pensionamento, dedicandovi con grande passione e competenza gran parte della sua vita. Infatti “ … per lui il 'Suono' non aveva segreti: dall’origine, generazione, trasformazione, manipolazione, fino ad arrivare alla diffusione … “. Così ha detto Giovanni Belletti, responsabile del Laboratorio Audio della RAI di Milano, divenuto una sorta di erede spirituale, portavoce dei ricordi lavorativi.

Spentosi a Milano il 5 marzo 2005, a 82 anni, Marino Zuccheri era nato a Dignano il 28 febbraio 1923; per trent’anni aveva lavorato alla Rai a cominciare dal 1942 che all’epoca si chiamava EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche), dapprima a Bologna poi a Milano. Fu tecnico nel settore prosa, poi siccome mirava alla regia dell’orchestra sinfonica, approdò al appena formato Studio fonologico. Qui conobbe e lavorò con Bruno Maderna, Luciano Berio e Luigi Nono e tanti altri del firmameno musicale internazionale. Dignanese doc, anche se a Milano, divenne socio effettivo della CI di Dignano. Ottenne il Premio “Ambrogino d'oro” che il Comune di Milano assegna agli uomini illustri come pure l'Attestato di Benemerenza Civica in cui si legge: “A Marino Zuccheri, Istriano, partigiano e profugo, è stato uno dei pionieri della RAI nella sede di Milano dove, nel nascente studio di fonologia, si è specializzato come tecnico del suono. Mediatore eclettico e appassionato tra i musicisti e le tecnologie, è stato il più prezioso collaboratore di compositori italiani e stranieri. Berio, Maderna, Nono, Abbado, Pollini, Stockhausen, Boulez sono alcuni degli artisti con i quali la collaborazione si è trasformata in amicizia”.

 

fonte "La Voce del Popolo"