18 nov – ANVGD Udine e ”L’Arcipelago della Memoria”’

Sarà presentato oggi a Udine, alle 17.30 nella sala San Cristoforo – vicolo Sillio 4b a Udine – il libro di Licio Damiani, L’Arcipelago della memoria, edito dalla Nuova Base. L’opera sarà illustrata dalla professoressa Maria Carminati, cui faranno seguito alcune letture. L’incontro è organizzato dall’Associazione Venezia Giulia e Dalmazia di Udine.

Il libro di Damiani è stato proposto anche a Trieste l' 8 Maggio scorso alla Società Triestina della Vela. L’incontro di allora, organizzato dal Centro di Documentazione Multimediale della cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata, aveva quindi già potuto far apprezzare questa nuova edizione dei racconti di Licio Damiani, già pubblicati negli anni Settanta, ora arricchiti da due testi inediti, che si aggiungono ai precedenti, conferendo un motivo di interesse e di attenzione.

L'autore, nato nel 1935 a Lussinpiccolo, vive a Udine. Giornalista professionista e critico, fa parte dell'AICA, l'Associazione internazionale dei critici d'arte. E' autore di due volumi sull'arte del Novecento in Friuli, nonché di numerose monografie e saggi su pittori, scultori, architetti. Nel 2001 è uscito Friuli-Venezia Giulia. L'Arte del Novecento. Ha pubblicato libri di narrativa, di poesia e di viaggio. Già capo servizio alla RAI, collabora a quotidiani e a riviste ed ha realizzato documentari cinematografici e televisivi

Carlo Sgorlon nella premessa al volume, sottolinea: "Come quella di tutti i veri scrittori mediterranei, l'indole di Damiani è un po’ pagana, e significa adesione calda e voluttuosa alla bellezza del mondo. Ma la felicità della sua pagina è notevole anche perché essa dispone dello spessore prospettico creato dalla malinconia, da momenti di stanchezza di scoramento, dal dissolvimento dei sentimenti in una specie di reverie e di sognante monologo. Ad esempio il mare in lui non è soltanto luogo che fa sentire più forte la gioia di esistere: è anche qualcosa di sterminato che scioglie i pensieri e fa nascere il desiderio di andar lontano, quando si vedono partire i bragozzi da pesca e sfilare le vele colorate all'orizzonte".

Storia e memoria sono le due chiare direttrici lungo le quali si sviluppa la narrazione di Damiani, accompagnata da un diffuso senso di nostalgia che aleggia intorno a tutti i racconti: una nostalgia dolce, pacata, priva di qualsiasi sentimento di rivendicazione per i suoi luoghi perduti: non solo la città e l'isola di Lussino, ma tutto l'arcipelago delle Absirtidi, le isole piccole e piccolissime che insieme a Cherso e Lussino formano un paesaggio marino di folgorante bellezza, di uno splendore che sembra rivivere in ogni pagina di questi racconti, ove la parola si carica di una intensa passione per questo mondo amato e così fortemente radicato nell'anima dell'autore.   

 

(fonte www.arcipelagoadriatico.it)