Lallich e il bacio di Perasto

18 lug – Montenegro, Lallich e il bacio di Perasto

dell’avv. Vittorio Giorgi

Grande ricevimento lo scorso 14 luglio a Roma, offerto dall’Ambasciatore della Repubblica del Montenegro Darko Uskokovic nell’incantevole “Caffè delle Arti”, per la festa nazionale del suo paese. Due anni fa i 650.000 abitanti del Montenegro con un referendum hanno scelto la strada dell’indipendenza, separandosi dalla Serbia.

Presenti al ricevimento i rappresentanti di vari sodalizi come l’Associazione Amici del Montenegro, l’Associazione Italia-Montenegro, l’Associazione Nazionale Dalmata e l’Unione Regioni Storiche Europee. I legami tra i due paesi sono antichi e profondi.

Alla fine del 1800 Elena Petrović Njegoš, figlia di Nicola re del Montenegro, sposò il futuro re Vittorio Emanuele III; il suo animo nobile e generoso ha lasciato tracce incancellabili nella memoria storica delle due popolazioni. Ancor prima, le città costiere della Dalmazia montenegrina hanno fatto parte per circa quattro secoli del territorio della Repubblica di Venezia, fino alla sua caduta nel maggio 1797, quando si arrese senza muovere armi alle truppe francesi di Napoleone Bonaparte, che ne avevano violato la neutralità al fine di cederla all’Austria.

Il 23 agosto dello stesso anno, al termine di una commovente cerimonia alla presenza delle milizie e del popolo, il Gonfalone della Serenissima Repubblica fu sepolto dal conte Giuseppe Viscovich, capitano della guardia, sotto l’altare del duomo di Perasto – piccolo paese del Montenegro la cui comunità era stata nominata dal Senato Veneto “Gonfaloniera dell'Armata” – pronunciando le seguenti parole: “Sapranno da noi i nostri figli e, la storia farà sapere a tutta l‘Europa, che Perasto ha degnamente sostenuto sino all’ultimo l’onore del Veneto Gonfalone … Per 337 anni i nostri beni, il nostro sangue, le nostre vite sono state sempre per te, o San Marco…Tu con Noi, Noi con Te..”.

La scena del bacio al gonfalone di San Marco, carica di forte emotività, è raffigurata in uno straordinario dipinto di Giuseppe Lallich (Spalato 1867- Roma 1953) custodito a Roma nella sede dell’Associazione Nazionale Dalmata. L’ente, presieduto dal dott. Guido Cace, è editore del trimestrale “la Rivista Dalmatica” e dell’interessante DVD “la Dalmazia montenegrina”.

Il Montenegro è una Regione Storica Europea di alto profilo, custode di meravigliose bellezze naturali ed architettoniche in stile veneziano. Le incantevoli città di Cattaro, nell’omonima baia, Budva e Santo Stefano, situate lungo i 200 km di costa sull’Adriatico, e l’antica capitale Cetinje, sono mete privilegiate dal turismo internazionale. A Cattaro vivono circa 500 italiani autoctoni, discendenti degli antichi abitanti latini e veneti, che hanno mantenuto sempre vivi la propria identità e il legame con l’Italia.

Tre anni fa essi hanno costituito una Comunità organizzata, presieduta prima dal dott. Dalibor Antonioli ed ora dal dott. Paolo Perugini, riconosciuta da entrambi i Paesi. Forti di tale humus, le locali sezioni del “Centro di Ricerche Culturali Dalmate” e della “Fondazione Rustia Traine”, validamente guidate dall’on.le Renzo de Vidovich, tutelano e promuovono la cultura latina-veneta-italiana in quell’area dell’Adriatico. Sono invece circa 5.000 i montenegrini che vivono oggi nella nostra penisola.