18 dic – Montecchio (VI): grazie all’ANVGD le Foibe tornano nella toponomastica

La vicenda di Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza, giunge ad una svolta. Dopo che alcuni cittadini avevano convinto la Giunta comunale a deliberare il cambiamento della denominazione di "Via Martiri delle Foibe" perché ritenuta troppo "triste", domenica scorsa i soci del Comitato ANVGD vicentino ha firmato la seguente petizione.

 

"Noi esuli con le nostre famiglie, iscritti all’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia del Comitato di Vicenza, abbiamo appreso dalle fonti di stampa che la Giunta del comune di Montecchio Maggiore ha deliberato il cambiamento dell’intitolazione della “Via Martiri delle Foibe” in “via Martiri giuliani-dalmati”.

Questa decisione ci lascia addolorati, perché sembra voler disconoscere l’esistenza di fatti tragici avvenuti in Istria e Dalmazia, terre italiane, durante il periodo della seconda guerra mondiale e subito dopo. Le foibe hanno accolto migliaia di disperati, colpevoli solo di essere italiani: donne, bambini, vecchi, soldati e civili, carabinieri e partigiani, preti e religiosi. Non è possibile rimuovere quei fatti anche semplicemente con la cancellazione del nome foibe.

La motivazione adottata dai firmatari della petizione, dimostra che non si è ancora colmato  il vuoto e il silenzio che si sono prolungati per più di 60 anni, tentando di cancellare la tragedia dell’esodo di 350.000 cittadini delle terre di confine orientale e delle migliaia di morti infoibati. Siamo disponibili anche a fare un incontro con i cittadini del suo comune per chiarire e superare con la conoscenza degli avvenimenti storici, una più serena convivenza civile e permettere che le nostre coscienze traggano insegnamento dagli orrori del passato.

Confidiamo pertanto  in un atto amministrativo del Suo Comune, che riporti allo status originario la toponomastica e non infierisca ulteriormente su un popolo che non ha mai cercato vendetta e che, proprio per questo, merita il più grande rispetto per le sofferenze inflittegli."

 

In seguito a questa azione, ieri sera si è svolto il Cosiglio Comunale durante il quale -ci segnala il nostro Consigliere nazionale Coriolano Fagarazzi- si è discusso un ordine del giorno in cui si chiedeva il ritiro della delibera di Giunta. La protesta inviata dalla Sede nazionale dell'ANVGD, ha particolarmente colpito il Sindaco, tanto che durante il suo intervento in Consiglio Comunale ha voluto citarne un passo per lui significativo "……. ricordano il sacrificio di quegli innocenti civili italiani, eliminati da una pulizia etnica giustificata solo dalle aberrazioni cui la mente umana può cadere nei periodi più bui della civiltà". Oltre a questo, lo stesso sindaco nel suo intervento ha chiesto scusa agli esuli per avere procurato un dolore, invitando altresì gli assessori, i consiglieri comunali e i cittadini a presenziare alla serata di venerdì prossimo dedicata alla presentazione del libro di Marco Pirina "1943-1956: dalle foibe all'esodo. Il perchè del silenzio dei vivi", organizzata dall'ANVGD di Vicenza per contrastare l'originario infausto provvedimento.

Dopo un'ampia discussione il Sindaco Scalabrin si è impegnato a presentare nella prossima riunione di Giunta il ritiro della delibera, pertanto la denominazione della via rimarrà Via Martiri delle Foibe. A seguito di questa decisione, il Presidente del Comitato ANVGD di Vicenza, Domenico Obrietan, ha emesso il seguente comunicato.

"L'ANVGD Vicentina prende atto della decisione adottata dal Sindaco di Montecchio Maggiore, nella seduta del Consiglio Comunale di ieri sera, sostenuto da tutti i Consiglieri, di revocare la delibera sul cambiamento del nome della Via e si congratula per l'onestà intellettuale dello stesso, nel momento in cui ammette il grave errore commesso e si scusa pubblicamente con la Comunità Giuliano-Dalmata.

Siamo altresì lieti che il Sig. Sindaco, Maurizio Scalabrin, si sia impegnato ad attivare l'amministrazione comunale per promuovere eventi per la divulgazione e la conoscenza di quel tragico periodo storico e le sofferenze patite dagli Italiani d'Istria, Fiume e Dalmazia.

Il nostro Comutato Provinciale è disponibile per supportare e collaborare a queste iniziative, come per'altro già in atto con varie altre Amministrazioni Comunali del Vicentino."

La vicenda dimostra, da un lato una latente ignoranza sulle nostre vicende che può portare talvolta a grossolani errori di valutazione, dall'altro la credibilità dei risultati che sul territorio i nostri Comitati provinciali possono ottenere, a condizione che la loro azione sia ferma, documentata e istituzionale.