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17 ott – ”La città dolente” grande successo a Roma

Un Cinema Trevi pieno in ogni ordine di posti ha accolto la prima a Roma della copia restaurata de “La città dolente”, il film di Mario Bonnard del 1949, sceneggiato da Federico Fellini, Anton Giulio Majano e Aldo De Benedetti, che racconta la drammatica storia di una giovane famiglia sullo sfondo dell’esodo degli italiani da Pola.

La serata è iniziata con la presentazione del Direttore della Cineteca Nazionale, Sergio Toffetti, che ha spiegato gli interventi tecnici sul restauro, ancora non completamente ultimato. Ha inoltre manifestato la sua personale gioia nel presentare il lavoro, lui nato in un campo profughi a Torino da genitori istriani.

Il critico cinematografico Sergio Grmeik Germani si è soffermato sull’apporto artistico del regista e degli sceneggiatori, inserendolo nei loro singoli percorsi professionali che hanno portato soprattutto Fellini e Majano a rappresentare con successo il cinema e la televisione italiana del ‘900.

Lo storico Guido Crainz ha inteso ricordare come il tema del film sia pertinente alle reali sofferenze del popolo dell’esodo. Ne sono la riprova le testimonianze letterarie di Tomizza e Marin, ma soprattutto quell’ampio ventaglio di letteratura femminile che ancora oggi rappresenta in maniera indiscussa il più completo dipinto del travaglio fisico e morale degli esuli giuliano-dalmati.

L’intervento conclusivo di Lucio Toth, Presidente nazionale dell’ANVGD, ha tratto spunto dalle diverse scene del film per crearne il giusto parallelo con la realtà degli anni ’40 nelle terre dell’Adriatico orientale. Un film, quindi, girato quando molte di quelle realtà non erano ancora conosciute ma che profeticamente già la sceneggiatura riportava fedelmente. Toth ha espresso quindi il rammarico per la mancata circuitazione in quegli anni della pellicola, anni nei quali un film così realistico era altresì “scomodo” per gran parte del mondo politico nazionale.

Momenti di particolare commozione sono stati vissuti grazie alla presenza in sala di Barbara Costanova, splendida protagonista -allora diciottenne- del film, salutata con calore da tutto il pubblico e alla quale va il ringraziamento dell’ANVGD per la sensibilità e la disponibilità dimostrate.

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