16 lug – A Pola sorgerà casa di riposo per italiani ed esuli

La «Casa dell’anziano» dell’Unione italiana fa un grande passo in avanti. E trova la sua collocazione, molto indovinata, nelle vicinanze del mare: la struttura sorgerà nella futura zona residenziale di Vallelunga, nel settore Nord del bacino portuale di Pola, in posizione strategica. Ben presto, infatti, grazie alle nuove infrastrutture in fase di costruzione, la «Casa dell’anziano» sarà facilmente raggiungibile da ogni punto dell’Istria.

La questione è stata affrontata nel corso dell’ultima riunione della giunta esecutiva dell’Unione istriana, svoltasi a Montona, alla luce della lettera d’intenti con cui il sindaco di Pola Boris Miletic ha espresso la disponibilità a cedere l’immobile, nel rispetto del piano urbanistico generale approvato definitivamente nei giorni scorsi.
Maurizio Tremul, presidente della giunta esecutiva dell’Unione italiana, si è soffermato sulla «Casa dell’anziano», ricordando che il progetto può contare su uno stanziamento consistente di 4.600.000 euro, frutto dei finanziamenti del governo italiano alla Comunità nazionale italiana, attraverso il binomio Unione italiana-Università popolare di Trieste.

Tremul ha aggiunto che, mentre la documentazione specifica è ancora in fase di definizione, ora si sta lavorando sullo studio di fattibilità, con un’attenzione particolare alla formula più adatta a far sì che la «Casa dell’anziano», una volta in funzione, possa reggersi economicamente da sola. Il presidente della giunta esecutiva, sin d’ora, ha chiarito che una fonte d’entrata sarà il centro wellness, incluso nella struttura, ma aperto agli ospiti esterni. Tremul ha aggiunto che si cercherà di inserire la futura «Casa» nel sistema assistenziale croato in modo da ottenere dei benefici.

Non basta. Sono in dirittura d’arrivo accordi con la Regione Friuli Venezia Giulia, oggi guidata da Renzo Tondo e partner nel progetto, la Contea istriana e il governo di Zagabria. La «Casa dell’anziano», la cui denominazione ufficiale è «Residenza sociale assistenziale di prima categoria dell’Unione Italiana», potrà accogliere più o meno 200 ospiti. E garantirà una corsia preferenziale agli appartenenti alla Comunità nazionale italiana sia della Croazia che della Slovenia, nonché agli esuli interessati a trascorrere gli ultimi anni di vita nella terra natia.

Questo progetto rientra nel più ampio piano di interventi a misura di connazionali che l’Unione italiana ha già realizzato a partire dagli asili. Ma, per ora, nessuno vuole sbilanciarsi sui tempi di realizzazione della «Casa dell’anziano», tanto più alla luce delle esperienze non positive sin qui accumulate sul versante delle opere edili a favore della Comunità nazionale italiana. (p.r.)

 

fonte Il Piccolo