109° anniversario del martirio di Nazario Sauro

05.08.2025 – Il Comitato Onoranze a Nazario Sauro ha diffuso il programma delle celebrazioni commemorative del 109° anniversario del martirio dell’irredentista istriano che avranno luogo domenica 10 agosto a Trieste con il patrocinio del Consiglio Regionale del Veneto, con il patrocinio e la co-organizzazione del Comune di Trieste.

Alle ore 18:45 arriveranno in Bacino San Giusto i natanti del Circolo Marina Mercantile “Nazario Sauro” e del Circolo Canottieri “Saturnia”. Alle ore 19:00 in Piazzale Marinai d’Italia (davanti alla Stazione Marittima, ove si trova la statua bronzea dell’irredentista istriano) verrà data lettura del testamento spirituale del Tenente di Vascello Nazario Sauro e della motivazione della Medaglia d’oro al valor militare, seguiranno la benedizione ed un intervento religioso, la deposizione di una corona d’alloro al monumento eretto in memoria dell’Eroe nel cinquantennale della morte, la lettura della Preghiera del marinaio ed infine l’ammaina bandiera a cura dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia. La cerimonia verrà accompagnata dalla banda del Comitato provinciale di Trieste dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

Nato a Capodistria il 20 settembre 1880, il marittimo Nazario Sauro sposò la causa irredentista declinata secondo l’approccio mazziniano, il chè lo portò anche a simpatizzare per l’Albania in lotta per l’indipendenza dall’Impero ottomano. Nel momento in cui l’Impero austro-ungarico fece scoppiare la Prima guerra mondiale, Sauro esfiltrò in Italia assieme a centinaia di connazionali giuliani, fiumani e dalmati di nazionalità italiana che non volevano servire nell’imperial-regio esercito e si sarebbero invece arruolati nelle truppe italiane. All’entrata in guerra dell’Italia, Sauro si distinse guidando audaci incursioni della Regia Marina lungo la costa istriana, finchè il sommergibile Pullino sul quale era imbarcato si incagliò allo scoglio della Galiola all’imbocco del golfo del Carnaro. Fatto prigioniero fornì false generalità, ma al termine di un terribile processo svoltosi a Pola in cui fu chiamata a testimoniare persino la madre fu riconosciuto e impiccato in quanto traditore e disertore il 10 agosto 1916 dal medesimo boia che a Trento aveva posto fine il precedente 12 luglio alle vite degli irredentisti trentini Cesare Battisti e Fabio Filzi (nato a Pisino).

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